Friuli.Dimezzati i premi ai manager della sanità

Friuli.Dimezzati i premi ai manager della sanità

Il bonus massimo scende a 13 mila euro. Risultati legati al taglio della spesa. Pagelle 2013: in coda l’Azienda Isontina

UDINE. Spending review anche sui compensi aggiuntivi dei direttori generali della sanità. La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, ha rimodulato e dimezzato la quota integrativa allo stipendio dei manager che scende dal 20% dell’importo contrattuale (che oscilla tra 130,7 e 134,7 mila euro annui), al 10%, ovvero da circa 27 mila a 13 mila euro.

I “premi ai direttori”, come solitamente vengono definiti, rimangono ovviamente legati al raggiungimento degli obiettivi che la giunta definisce annualmente e che sono indicati nel “patto” che verrà siglato tra i manager e la Regione.

Obiettivi che in parte cambiano rispetto al passato e solitamente sono legati a quanto previsto dalle linee di gestione: per il 2014 vengono prioritariamente indicati nella spesa farmaceutica (con previsione di contenimento), nei dispositivi medici (con obbligo di risparmio), nelle prestazioni ambulatoriali, nel tasso di ospedalizzazione (da ridurre ovunque), nel budget per i privati (in calo), nei costi del personale dipendente (-1% l’obiettivo generale), nelle manutenzioni ordinarie degli edifici e degli impianti, nei beni e nei servizi.

Tra gli obiettivi delle aziende anche il collegamento alla ricetta elettronica della medicina generale, rispetto al quale c’è un richiamo anche ad Insiel. Nel caso in cui i direttori raggiungano il 100% degli obiettivi, scatterà il pagamento della quota integrativa di 13 mila euro per intero; nel caso in cui la percentuale sia inferiore, il premio vi sarà rapportato.

Nessun premio, ma la previsione era contenuta anche in precedenza, in presenza di una perdita di esercizio dell’Azienda ospedaliera o sanitaria o Irccs, o nel caso in cui i vincoli operativi «non siano stati complessivamente rispettati».

Una percentuale del premio (25%) è legata al rispetto dei tempi minimi di attesa delle prestazioni sanitarie, ovviamente solo di quelle per cui sono stati indicati questi tempi e non per la generalità delle prestazioni.

«In una situazione di riduzione del finanziamento complessivo del servizio sanitario regional

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