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Frosinone. I medici di base si ribellano

Luca Sergio – FROSINONE – Sconcerto e impegno nel voler andare fino in fondo sulla sconcertante vicenda (magari con una denuncia alla magistratura) dei 1.500 assistiti dei quali, pur defunti (alcuni da decenni), circa duecento medici hanno continuato a percepire la quota capitaria ed a prescrivere anche i farmaci. Con grave danno per la Regione. A denunciare meraviglia e voglia di vedere eliminato alla radice quanto accertato dalla Guardia di Finanza di Frosinone sono scese in campo la Fimmg di Frosinone e del Lazio che ricordano un’intesa del 2004 con la quale si superarono le irregolarità emerse anche allora. Intanto il direttore generale dell’Asl, Carlo Mirabella, nel manifestare plauso «verso l’azione svolta dalla Guardia di Finanza che è iniziata nel 2009», rende noto che «l’Asl dall’1.1.2010 ha avviato autonomamente ulteriori meccanismi di controllo sul fenomeno che peraltro sembra estremamente contenuto». «Controlli – dice ancora il manager – che contribuiranno a circoscrivere maggiormente una problematica resa complessa dal sistema di flussi fra Enti (Comuni, Asl, Regione) la cui interazione va migliorata, velocizzata e, se possibile, resa obbligatoria. Ciò in attesa di conoscere meglio i particolari della questione e con l’intento di mettere in campo altre azioni». «L’indagine della Guardia di Finanza – denuncia il segretario provinciale della Fimmg Francesco Carrano – rileva come vi siano ancora gravi irregolarità nell’aggiornamento dell’anagrafe assistiti, e di come tali irregolarità abbiano determinato, a leggere le agenzia, un considerevole danno erariale. Non vi sono parole per esprimere lo sdegno nel rilevare come nonostante il massimo impegno di collaborazione nei confronti della Regione, che ha consentito di gestire nella massima serenità le esenzioni ticket, nel segnalare da piu’ di un decennio l’inefficienza dell’aggiornamento dell’anagrafe, nel restituire somme indebitamente percepite per responsabilità regionale si continui a perpetrare un grave comportamento omissivo. Costringendo alcuni colleghi, inoltre, nell’impossibilità materiale e guiridica di poter cancellare un cittadino defunto, in alcuni casi sono costretti, per evitare guai a «ricusare» l’assistito. Situazione surreale. Nel 2001 proponemmo all’Asl un progetto per la regolarizzazione degli elenchi. Fu sottoscritto un protocollo d’intesa ed oltre il 65 % dei medici partecipò alla ripulitura. Che fine hanno fatto i dati corretti? Pertanto, qualora la meritoria indagine della GdF rilevi fatti illeciti e vi siano comportamenti dimostratamente illeciti circa la prescrizione di farmaci a defunti, la Fimmg Lazio si costituirà parte civile a carico di quei medici che con il loro comportamento disonorano un’intera categoria ma nel contempo si vuole conoscere anche i responsabili che nelle Istituzioni non hanno provveduto, come d’obbligo, alla revisione dei tabulati".

03/09/2011   

  Il segretario provinciale della Fimmg Francesco Carrano

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