News

Garattini: “obbligo prescrittivo per legge per i generici”. Enrique Häusermann (Egualia): «No a obblighi prescrittivi per gli equivalenti. Bisogna fare informazione e cultura»

In un intervento su La Stampa del 14 gennaio, Silvio Garattini, dichiarava: “Non c’è nessuna carenza, gli equivalenti sono sempre a disposizione ma in Italia c’è una forte resistenza. La soluzione è usare i generici. Una legge obblighi a prescriverli

In un comunicato La replica di Enrique Häusermann all’ipotesi di modifiche normative avanzate del presidente dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini

«In Italia esistono già tutte le norme necessarie a promuovere la prescrizione dei farmaci generici-equivalenti: sono state introdotte nel 2012 e nessuno le ha mai cambiate. Ipotizzare una nuova norma di legge che imponga l’obbligo di prescrivere il generico è inutile e dannoso.

Sarebbe lesiva della libertà prescrittiva del medico – che autonomamente e sotto la propria responsabilità e con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali – e contrario a qualsiasi criterio di mercato basato sulla libera concorrenza, dunque inaccettabile per qualsiasi impresa famaceutica”.

Il presidente di Egualia, Enrique Häusermann, commenta così l’ipotesi avanzata in una intervista a “La Stampa” dal presidente dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, sull’introduzione di nuovi obblighi in materia.

«La materia – prosegue – è stata puntualmente regolata dalla legge 135 e dalla legge 221 del 2012: quando il medico cura per la prima volta un paziente per una patologia cronica o per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili più medicinali equivalenti è obbligato a indicare nella ricetta il principio attivo del medicinale e ha facoltà di facoltà di indicare nella ricetta anche
la denominazione (di marca o generica) di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo.

L’indicazione è vincolate per il farmacista solo se il medico inserisce in ricetta la clausola di non sostituibilità o se il farmaco indicato abbia un prezzo pari a quello di rimborso, fatta comunque salva la diversa richiesta del cliente. Le norme sono chiarissime. Forse – conclude Häusermann – ne andrebbe monitorata meglio l’attuazione da parte dei prescrittori. E andrebbe fatta una campagna di informazione e sensibilizzazione indirizzata anche ai medici oltre che ai pazienti. Perché il problema dello scarso utilizzo dei generici-equivalenti in Italia ha radici esclusivamente culturali».


N.d.R.: riteniamo che il Presidente Häusermann non abbia tutti i torti. La maggior parte dei produttori di farmaci generici-equivalenti punta solo sul prezzo e sul “consiglio” del farmacista. Magari con qualche informatore scientifico da parte dei produttori si potrebbe colmare quel gap culturale. Certo aumenterebbero i costi, ma il prezzo non è tutto.

 

Notizie correlate: Farmaci, Schillaci: “Sono solo 30 quelli che davvero mancano. L’allarmismo crea carenza di rimbalzo”

Carenze, Cossolo ospite alla trasmissione Unomattina di Rai1

 

Redazione Fedaiisf

Promuovere la coesione e l’unione di tutti gli associati per consentire una visione univoca ed omogenea dei problemi professionali inerenti l’attività di informatori scientifici del farmaco.

Articoli correlati

Back to top button
Fedaiisf Federazione delle Associazioni Italiane degli Informatori Scientifici del Farmaco e del Parafarmaco