Generici, Snami: continua sostituzione “selvaggia” in farmacia e in ospedale

Generici, Snami: continua sostituzione “selvaggia” in farmacia e in ospedale

Qualsiasi farmaco genericato resta passibile di sostituzione con altri prodotti, il che genera scambi frequenti di pillole e rischi da sovra e sottodosaggio. 

Mauro Miserendino – Giovedì, 26 Febbraio 2015 – Doctor33

«Purtroppo non ci sono progressi: il balletto del cambio di medicinale in farmacia continua, anche per le categorie di medicinali in cui può fare danni anche un piccolo range di differenza di concentrazione di principio attivo tra un prodotto e l’altro. Qualsiasi farmaco genericato resta passibile di sostituzione con altri prodotti, il che genera scambi frequenti di pillole e rischi da sovra e sottodosaggio.
Dall’uscita della legge Balduzzi è cambiato solo che il medico ora chiede al paziente se gli viene dispensato dal farmacista il medicinale prescritto». Gianfranco Breccia segretario nazionale Snami spiega perché il suo sindacato ha deciso di riproporre Audita, serie di incontri nei capoluoghi di provincia con i pazienti, i colleghi e i farmacisti, per sensibilizzarli sulle conseguenze delle sostituzioni “facili”.

Il progetto è stato rilanciato in un comunicato che riprende i numeri dello studio dell’Osservatorio Onda sulla salute della donna, secondo cui una paziente su quattro ha difficoltà a trovare in farmacia lo stesso farmaco che assume abitualmente e una su due si è vista proporre in farmacia un farmaco differente dall’abituale.
«Audita non è contro i “generici” – spiega Breccia – ma contro le sostituzioni con pillole di forma e colore diverso rispetto al prodotto prescritto, con il quale si dovrebbe sempre presumere che il paziente si sia stabilizzato. La sostituzione in corso di terapia non avviene tanto in farmacia quanto dopo un ricovero ospedaliero quando il collega ti cambia il nome del medicinale che però dovrebbe essere di fatto “la stessa cosa”. Per questo è opportuno parlarsi del problema anche tra medici di famiglia e ospedalieri».
«In farmacia chiediamo ai nostri assistiti d’imporsi in caso di cambio, specie se si tratta di antiepilettici, antidepressivi, antiaritmici, categorie che a seconda delle concentrazioni plasmatiche possono dare effetti diversi», dice Breccia. Che spiega come possa essere opportuno stare allerta anche negli altri casi.

«Proprio ieri ho scoperto che un mio paziente prende doppia dose di statine perché gli sono state sostituite ma le ultime non si distinguono dall’antipressorio. C’è poi il caso, sempre più raro, dei prodotti meno efficaci. La scorsa estate ho avuto tre pazienti con picchi ipertensivi perché il medicinale dispensato in farmacia non era efficace come quello che avevo prescritto e che prendevano in precedenza. I colleghi verificano lo stesso trend, ecco perché Audita si replica».

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