In Usa tablet ‘migliore amico’ Isf, in Italia vuoto normativo

In Usa tablet ‘migliore amico’ Isf, in Italia vuoto normativo

Addio cataloghi e materiale cartaceo da portare con se a ogni appuntamento per illustrare al meglio ai medici le caratteristiche dei farmaci della propria azienda. L’informatore scientifico americano ha quasi azzerato il peso della propria ventiquattrore e già nel 40% dei casi circa usa un tablet, iPad in testa, per facilitarsi il compito.

Discorso diverso in Italia, "dove l’uso di dispositivi elettronici per l’informazione scientifica non è previsto dalla legislazione". Lo dice a Pharmakronos Carmelo Carnovale, presidente nazionale della Federazione delle Associazioni di informatori scientifici del farmaco (Federaisf). Nonostante alcune aziende "abbiano già avviato corsi dedicati agli Isf per insegnare loro a utilizzare le applicazioni dell’iPad e a oggi su 20 mila informatori in Italia circa 2mila professionisti lo usino – fa notare Carnovale – la legge italiana non cita l’impiego di mezzi elettronici per la nostra attività. In primo luogo, c’è il problema del controllo a distanza che potrebbe derivare dall’uso dei tablet: l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/70) vieta l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

Se richiesti da esigenze organizzative, ma da essi possa comunque derivare la possibilità di un ‘monitoraggio’, c’è la possibilità di usarli soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali". Inoltre, "tutto il materiale cartaceo che noi presentiamo ai medici deve essere approvato dal ministero della Salute – evidenzia Carnovale – dunque anche nel caso dell’iPad si dovrebbero avere specifiche autorizzazioni per i contenuti che si vanno a mostrare".

Dall’altra parte dell’oceano, invece, un’indagine di Manhattan Research ha rilevato che il 38% degli informatori scientifici del farmaco usa un tablet per l’attività quotidiana, con i professionisti di Pfizer, AstraZeneca, Merck e Abbott in prima linea e gli specialisti in chirurgia generale e infettivologia fra i ‘camici’ più entusiasti di questa innovazione.

"L’iPad – dichiara Monique Levy, vice presidente Manhattan Research – è di gran moda, grazie al potenziale nel dare un supporto intelligente, agile alle conversazioni di vendita. Anche se alcuni dettagli delle applicazioni utilizzate in questo settore potrebbero essere migliorate".

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