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LETTERE ALLA REDAZIONE Il potere mafioso e politico nel settore

Spett.le Redazione,

vi segnalo l’articolo pubblicato su La Repubblica di ieri con interessanti valutazioni di Mario Pirani.

Cordiali saluti

Giovanni

Siate pazienti mancano i soldi

di Marco Pirani – La Repubblica 24/09/2012

 

"Siete pregati di essere molto pazienti perché anche questo mese non pagano lo stipendio". La scritta mi accoglie su una parete del pronto soccorso del Fatebenefratelli all’ Isola Tiberina, un ospedale storico della Capitale. Sono venuto a cercare un amico medico per farmi spiegare taluni punti dell’ ultima riforma sanitaria ma di fronte alla constatazione che anche i frati sono rimasti a secco perché la Regione Lazio seguita a non pagare le sue fatture, rinuncio ad inutili approfondimenti teorici. Del resto tutti i pronti soccorsi del Lazio sono allo stremo. In questo quadro il decreto legge vantato dal ministro Balduzzi suscita amare risate più che attente disanime. Il punto centrale sono gli studi medici per le cure primarie aperti e funzionanti per 24 ore al giorno, collegati all’ ospedale di riferimento, presidiati da sanitari delle più importanti specializzazioni, dotati di supporto informatico con l’ organizzazione di brevi periodi di ricovero e di cure a domicilio. In tal modo si decongestionano i pronti soccorsi e si permette all’ ospedale di espletare i suoi compiti di emergenza e di alta specializzazione. In verità questo principio è stato affermato in tutti i disegni di riforma degli ultimi anni che indicavano nel passaggio della medicina dall’ ospedale al territorio la chiave di volta per affrontare le contraddizioni più stringenti. Se questo disegno strategico non ha mai visto attuazione è perché assoggettato a condizioni di difficoltà troppo ardua, la prima delle quali costituita dalla assenza di stanziamenti sufficienti. L’ altro ostacolo è rappresentato dalla necessaria chiusura dei piccoli ospedali, da cui dovrebbero derivare i risparmi indispensabili. Ma operare in questa direzione si scontra con resistenze della popolazione, delle categorie e dei sindacati di difficilissimo superamento. Tanto più al giorno d’ oggi in cui i profitti di regime sperperati dai gruppi dirigenti regionali sono andati oltre ogni sopportazione dei cittadini. Quanti pronti soccorsi o presidi territoriali si sarebbero potuti edificare e far funzionare con i 140 milioni di euro l’ anno ingoiati dal consiglio dalla Regione Lazio? Balduzzi non teme tutto ciò: «Il governo ha detto alle Regioni di ridurre i posti letto e la quota risparmiata verrà usata per la medicina sul territorio. Adesso spetta alle regioni fare la loro parte, possono boicottare tutto ma si debbono assumere la responsabilità. Per ora hanno risposto in modo inconsistente, pretendendo che lo Stato dia i soldi senza comandare». Cambiando a

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