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Mario Giordano, una voce fuori dal coro contro le farmaceutiche. N.d.R.

Mario Giordano ha scelto L’Aquila, la città delle farmaceutiche, per presentare il suo nuovo libro: Sciacalli, virus, salute e soldi. In attesa del vaccino del Coronavirus, dobbiamo conoscere il mondo delle Farmaceutiche

Mario Giordano ha scelto L’Aquila, importante sito farmaceutico, per la presentazione del suo nuovo libro ‘Sciacalli, Virus, salute e soldi’.

Il capoluogo – 20 luglio 2020 – di Roberta Galeotti

L’ho scritto questa mattina sulla Verità: le case farmaceutiche fanno tante cose straordinarie (curano e salvano la gente, danno posti di lavoro), però fanno anche delle porcate. Le cose buone si conoscono, le porcate non le sa nessuno. Il problema è la comunicazione, perché è difficile parlare di questi argomenti scomodi’.

Le aziende farmaceutiche non consentono che si parli di questi problemi, “ho impiegato un anno a documentarmi, mesi per controllare i contenuti con i legali, ho chiuso il libro a febbraio e poi, anche questo libro, è rimasto bloccato dal Coronavirus. Sono stato ospite dal Del Debbio, poi niente più!”

Gli argomenti spinosi frenano le presentazioni del nuovo libro dell’ex direttore del Tg4, de Il Giornale, nonché conduttore della trasmissione di denuncia ‘Fuori Dal Coro’ in onda in prima serata il martedì su Rete4.

Pur avendo scritto il libro prima dell’arrivo della pandemia “Anticipo contenuti attualissimi, schizzati alla ribalta delle cronache con la crisi del Covid-19, perché racconto di meccanismi”.

“Ho dedicato questo libro a mia figlia Camilla che sogna di diventare un medico. Ha guardato con passione tutte le puntate del dottor House’ ha raccontato il Direttore, spiegando quanto lei fosse convinta che questo fosse sufficiente per diventare medico.
‘Quando è nata Camilla aveva gli occhi spalancati… questo è un settore in cui dobbiamo tenere gli occhi spalancati come lei. Io mi auguro che le nuove generazioni, come quella di Camilla, sappiano tenere gli occhi più aperti di quanto non li abbiamo tenuti noi!”.

Era l’inizio del 2019, “quando ho intervistato l’ex sottosegretario alla sanità del Governo Conte 1, che mi ha raccontato di quando due emissari di una azienda farmaceutica gli hanno chiesto di versare 20milioni di euro x comprare un diritto di prelazione per la produzione di un vaccino contro la pandemia. Questo sogno a che ci possano essere persone che abbiano, ora, un diritto di prelazione e quindi alcune che possano avere un vaccino prima di altre”.

Racconta un accalorato Mario Giordano dai microfoni della sala ipogea del Consiglio regionale d’Abruzzo, moderato dal giornalista aquilano Alessandro Rico.

“Ci sono Società di consulenze che prendono milioni di euro, come in Calabria, dove i consulenti vengono pagati dal servizio regionale 1000 euro al giorno. Questo sistema, per come è stato costruito, tende più a tutelare i bilanci delle aziende, che non la salute delle persone”.

“Per anni abbiamo sentito parlare di tagli alla sanità, poi ci siamo ritrovati senza respiratori a dover scegliere chi salvare. Abbiamo cambiato la prospettiva, ora sappiamo di dover ricominciare ad investire sulla salute. Adesso che dobbiamo ricostruire l’importanza della salute, dopo anni di tagli, dobbiamo però conoscere i meccanismi che sono dietro questo mondo”.

“Nel mio libro racconto di un farmaco che in un giorno è aumentato del 1.500%, il sistema sanitario continua a comprarlo e a pagarlo, senza che nessuno dica nulla”.

Gli argomenti del nuovo libro ‘Sciacalli, virus, salute e soldi’ sono antesignani di un mondo che, in questi ultimi mesi, abbiamo dovuto imparare a conoscere meglio. Avevo scritto Profugopoli, denunciando il sistema di guadagno sulla pelle dei profughi, a distanza di anni si è scoperto che si guadagna di più con i profughi che con la droga. Nel 2018 ho scritto Avvoltoi, denunciando il sistema sbagliato delle autostrade, poi la cronaca del ponte di Genova ha aperto il vaso di Pandora”.

“Ad oggi non sappiamo come il nostro sistema nazionale acquisti i farmaci, l’Aifa non vuole che si sappia quanto li paghiamo. Però sappiamo che l’agenzia europea per il farmaco è finanziata all’84% dalle aziende farmaceutiche, quelle stesse che dovrebbe controllare. Io voglio fidarmi della scienza, ma questa deve fare in modo che io possa fidarmi di lei”.

È come sempre un fiume in piena il direttore Mario Giordano: “La metà dei farmaci che compriamo e utilizziamo è inutile!
Nel mio libro pubblico l’elenco di diverse medicine in commercio, che sono addirittura dannose, secondo quanto pubblicato da un sistema di medici liberi ed autonomi francesi”.

“Il farmaceutico è l’unico settore in cui il progresso non ha implicato una diminuzione dei prezzi. Sulla salute si gioca la vera partita del futuro, abbiamo farmaci che possono curare sempre di più… ma costano sempre di più! Sono da sempre convinto di una cosa: la conoscenza è l’unica cosa che smuove le coscienze e risveglia dal torpore della rassegnazione. I veri cambiamenti si fanno con la conoscenza!”.

“Non scriverei libri che mi portano soprattuto querele, se non fossi convinto che con la conoscenza si risvegliano le coscienze e si arriva al cambiamento. Dal 2016 le aziende farmaceutiche hanno scelto di pubblicare gli elenchi dei soldi che danno ai medici. Sono dei file enormi ed ingestibili, io li ho spulciati ed ho trovato che pubblicano solo i dati dei medici che danno l’assenso. In calce poi ci sono dei numeri con riferimenti vaghi a medici che non hanno dato l’assenso alla pubblicazione. E questo ci dovrebbe far aprire gli occhi”.

In molti non hanno potuto partecipare alla presentazione del libro e sono rimasti fuori a causa del distanziamento.

L’intervista del Capoluogo a Mario Giordano:


 

N.d.R.: Senza entrare nel merito del libro di Giordano riteniamo utile precisare quanto segue.

In Italia il prezzo dei farmaci è concordato con AIFA che si avvale del supporto della Commissione Tecnico Scientifica (CTS) e del Comitato Prezzi e Rimborso (CPR) e dei dati dei consumi e della spesa farmaceutica forniti dall’Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali (OsMed), Il risultato della negoziazione, in caso di ammissione alla rimborsabilità, viene sottoposto alla valutazione definitiva del Consiglio di Amministrazione dell’AIFA.

Negli Stati Uniti il pezzo è libero e ogni azienda farmaceutica fissa il prezzo che ritiene opportuno.

Le notizie di Giordano nascono proprio da casi americani come per esempio il caso della Turing Pharmaceuticals del giovane  Shkreli che ha comprato il brevetto del Daraprim, un vecchio farmaco per la toxoplasmosi, alzandone vertiginosamente e improvvisamente il prezzo: da 13,50 dollari a pillola a 750 secondo quanto documentato dall’Infectious Deseases Society of America. Altri casi, sempre in America, di aumenti vertiginosi hanno riguardato la cicloserina, comprata dalla Rodelis Therapeutics e passata da 500 dollari a 10.800 per 30 pillole; o quello dell’antibiotico doxyciclina passato dai 20 dollari a confezione nel 2013 a 1849 nell’aprile 2014 o dell’epipen, epinefrina farmaco salvavita per l’anafilassi, passato da 100 euro nel 2007 a 500 euro, che è insostenibile per la stragrande maggioranza delle famiglie.

In Italia ci aveva provato la multinazionale Aspen ad applicare un rincaro ingiustificato dal 300 al 1500% su vecchi farmaci antitumorali (che però non avevano i rispettivi generici), ma si è beccata 5 milioni di euro di multa dall’antitrust. In questo caso però il prezzo di partenza era estremamente basso e l’indicazione in percentuale può essere fuorviante. Il Leukeran, uno dei farmaci “incriminati”, dopo l’aumento costa 90€, un prezzo comunque più basso dei suoi concorrenti.

In Italia questi aumenti vertiginosi di prezzo non possono avvenire proprio per il meccanismo sopra esposto (la doxiciclina in Italia costa 3,96 € per 10 compresse) e anche se un azienda chiedesse un aumento di prezzo ingiustificato, AIFA lo escluderebbe dalla rimborsabilità, quindi dal mercato, soprattutto se ci sono alternative generiche o nel caso del Daraprim galeniche.

Il farmaco più caro al mondo è il Zolgensma per il trattamento di pazienti pediatrici di età inferiore a 2 anni affetti da atrofia muscolare spinale (SMA) con mutazioni bi-alleliche nel gene del motoneurone 1. Una dosa/trattamento costa 2,15 milioni di dollari. Il prezzo, in origine, era però molto più alto: Novartis aveva stimato un costo per dose/trattamento pari a 5 milioni di dollari, in base chiaramente ai costi ricerca e sperimentazione. Zolgensma competerà con Spinraza di Biogen, il primo trattamento approvato per la SMA. Spinraza, il cui prezzo di listino è di 750.000 dollari per l’anno iniziale e 375.000 dollari per gli anni successivi. 

Gli analisti finanziari hanno previsto vendite di Zolgensma per 2 miliardi di dollari entro il 2022. Le vendite di Spinraza hanno raggiunto 1,7 miliardi di dollari lo scorso anno e si prevede che saliranno a 2,2 miliardi nel 2022.

In Italia il farmaco “potenzialmente” più caro è stato Glybera, la prima terapia genica mai approvata in Europa. Il trattamento, prodotto dall’olandese Uniqure e commercializzato da Chiesi, era destinato a persone affette da deficit di lipoproteina lipasi, una malattia genetica ultra-rara che si stima colpisca una persona su un milione in Europa e che impedisce la metabolizzazione dei grassi assunti con l’alimentazione, portando a pancreatiti ricorrenti, anche letali Il costo del trattamento, da effettuarsi una sola volta nella vita, era di circa 1 milione di euro. Uniqure ha deciso di interrompere la produzione del farmaco per difficoltà a reperire pazienti e a causa dei costi elevati di mantenimento degli impianti di produzione.

Anche se suscitano scandalo prezzi così elevati, è da considerare che sono farmaci per malattie rare. In Italia il prezzo medio dei farmaci da prescrizione è il più basso fra i 5 maggiori Paesi europei.

Prescrire è un’associazione indipendente che dal 2010 analizza il rapporto rischi-benefici dei medicinali in commercio nell’Unione Europea, pubblicando ogni anno una lista aggiornata di quelli che sarebbe meglio evitare proprio perché gli svantaggi superano gli effetti positivi. In totale nella black list dei farmaci più dannosi che utili finiscono 105 specialità (qui potete trovare l’elenco completo )

Notizie correlate: 

Come Martin Shkreli è diventato l’uomo più odiato del mondo

Zolgensma per la SMA: il farmaco più caro al mondo, 2,15 milioni di dollari

“Prescrire”. Per curare meglio. Rapporto 2019: i farmaci da scartare, più dannosi che utili

 

Redazione Fedaiisf

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