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NOVARTIS: UN CENTRO DI ECCELLENZA PER I VACCINI A SIENA


RICERCA MADE IN ITALY La struttura sarà dedicata alle malattie rare del Terzo Mondo e la speranza è che il gruppo investa qui parte del budget da 600 milioni

Un nuovo istituto di ricerca dedicato ai vaccini. E l’ambizione di attrarre almeno buona parte dei 600 milioni che Novartis si appresta a investire in questo campo. Siena, già oggi base mondiale della ricerca e della produzione di vaccini del gruppo farmaceutico svizzero, vuole giocare bene le sue carte. Che non sono poche. A cominciare dai 350 scienziati guidati da Rino Rappuoli, responsabile globale della ricerca sui vaccini, inseriti nel polo produttivo di Rosia, alle porte della città toscana, dove lavorano 1.600 persone e dove Novartis ha già investito più di 300 milioni.
Pesano anche il rapporto consolidato con l’Università e la vicinanza con la Fondazione Mps, impegnata sul fronte della ricerca e delle biotecnologie (attraverso Sienabiotech dove ha investito circa 80 milioni). E un ruolo importante lo stanno giocando le amministrazioni locali. «Novartis vuole diventare uno dei primi produttori mondiali di vaccini – spiega Rappuoli – per questo deve aumentare di dieci volte la capacità produttiva, da 300 milioni a 3 miliardi di dosi. Sono previsti investimenti industriali, ovviamente dove le condizioni saranno ritenute più convenienti – aggiunge – e noi qui a Siena possiamo mettere in campo il know how e l’esperienza di una squadra di ricercatori tra i migliori a livello internazionale».
Rappuoli e il responsabile della ricerca corporate di Novartis, Paul Herrling, hanno annunciato ieri a Siena l’apertura di un istituto di ricerca dedicato allo sviluppo di vaccini per la prevenzione delle malattie dei Paesi del Terzo Mondo. Si chiama Novartis vaccines institute for global health (Nvgh) ed è il primo senza scopo di lucro creato da una grande azienda produttrice di vaccini, che si concentrerà sulla prevenzione di malattie come la salmonella, diffuse nelle regioni in via di sviluppo.
A guidare la nuova struttura è arrivato Allan Saul, uno dei massimi esperti del settore proveniente dai National institutes of health americani, che a regime coordinerà una cinquantina di ricercatori. «Ci occuperemo dello sviluppo industriale, partendo dalla ricerca di base esistente, metteremo i risultati a disposizione di quei Paesi che ne hanno bisogno e che così potranno produrre e distribuire i vaccini a prezzi adeguati», spiega Rappuoli. Oggi solo il 10% della ricerca medica mondiale è rivolta a malattie che rappresentano il 90% delle patologie esistenti. Un sesto della popolazione mondiale è sostanzialmente scoperta. «L’Nvgh di Siena vuole diventare un centro d’eccellenza per i vaccini contro le malattie dimenticate, analogamente a quanto già facciamo a Singapore sul fronte dei farmaci per le malattie tropicali», dice Herrling. «Anche in questo caso la disponibilità e l’accessibilità economica dei prodotti Nvgh saranno prioritarie rispetto al valore commerciale o ai potenziali utili».
Novartis, 39,8 miliardi di dollari di ricavi nel 2007 di cui 1,3 realizzati in Italia, spinge sulla responsabilità sociale. Ma non smette di guardare al business dei vaccini, puntando alla leadership mondiale. E Siena vuole essere centrale su entrambi i fronti.
cesare.peruzzi@ilsole24ore.com  Il Sole 24 Ore del 22/02/2008  ECONOMIA E IMPRESE  p. 24  

 

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