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Sponsorizzazioni senza comparaggio

Di 4700 indagati, solo 142 sono stati rinviati giudizio nell’inchiesta su attività di comparaggio da parte di Glaxo. Un dato molto rivelatore sul modo in cui vengono condotte le indagini sui rapporti tra medici e case farmaceutiche. C’è quantomeno approssimazione nel riferire delle indagini sul mondo del farmaco? Più che altro c’è la solita consuetudine di dare ampio risalto agli avvisi di garanzia, e un rilievo assai minore alle successive archiviazioni per non luogo a procedere. E non tutti sono disposti ad accettare questa regola non scritta, a cominciare dal professor Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento oncologico del CRO di Aviano, che DoctorNews33 ha intervistato.

Professor Tirelli, ancora ieri si dava la notizia del rinvio a giudizio per 142 persone coinvolte nell’indagine sulla Glaxo.

“Peccato non sia stato riferito che dei 4700 medici indagati ormai 4 anni fa, i casi di 4500 sono stati archiviati da ben 34 su 35 procure italiane (praticamente tutti i casi che sono stati valutati da un giudice) e recentemente il primo processo Glaxo condotto a Pavia qualche giorno fa, ha portato all’assoluzione dei 27 imputati con formula piena perché i fatti non sussistono. I 25 medici pavesi e i 2 dipendenti della multinazionale farmaceutica di Verona escono quindi a testa alta dal giudice del Tribunale di Pavia Piero Balduzzi. Tutto questo dimostra chiaramente che le cose sono ben diverse da come sono state presentate”.

Resta comunque l’impressione diffusa che tra aziende e medici il flusso di denaro sia una costante.

“Ma questo è falso e addirittura offensivo. L’impressione diffusa non è la dimostrazione che le cose siano avvenute, almeno in un paese civile, e comunque l’impressione diffusa si basa troppo spesso su indagini di questo genere dove poi non risulta quanto viene ipotizzato, come si evince dalle 35 procure che hanno archiviato i casi. Io sono orgoglioso di quanto fatto  con i contributi Glaxo, per esempio la partecipazione alla settima conferenza mondiale dell’Aids di Barcellona (circa 20.000 partecipanti tra medici, pazienti, politici, vi era anche Clinton, nella stragrande maggioranza dei casi supportati da finanziamenti regolari dell’industria farmaceutica), regolarmente approvata dal ministero della Salute, insieme a tutta la commissione AIDS del tempo di cui facevo parte, e al congresso sono andato con 3 presentazioni orali; per inciso è grazie alla presenza a quell’evento che ebbi un passaggio, come si dice in gergo. sul TG1 per parlare dell’uso dei preservativi come strategia di lotta contro l’AIDS (che non mi pare siano prodotti della Glaxo). Vi è stata anche una donazione di 10.000 euro all’Anlaids Friuli-Venezia Giulia, ONLUS, che sono onorato di presiedere da anni. Fondi che sono stati ben spesi e documentati: per esempio a favore di malati di AIDS, di un medico part-time e di una segreteria part-time. Tutte cose documentate dal revisore dei conti dell’Associazione e disponibili a chiunque ne facesse richiesta, e ovviamente mai richiesti da chicchessia. Sono disgustato di come viene presentata la vicenda: vi è qualche medico in Italia e nel mondo civile che non è andato ad un convegno medico con la sponsorizzazione di una azienda farmaceutica? Da anni, tra l’altro, le partecipazioni e le sponsorizzazioni sono regolamentate e richiedono la preventiva approvazione del ministero della Salute, come nel mio caso e in quelli degli altri colleghi indagati”.

I contributi sono senz’altro spesi bene, ma l’opinione pubblica pensa alle eventuali contropartite, non crede?

“L’AIDS è una malattia che è diventata da mortale in tutti i casi a cronica in molti casi grazie ai farmaci che s

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