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Ticket sempre più cari minano la sostenibilità del sistema

Con il continuo aumento dei ticket, sempre più spesso conviene rivolgersi ai privati: il paradosso emerge da un’inchiesta pubblicata su Panorama, ricca di cifre e di confronti. Tra i tanti esempi, si cita il costo di un esame molto comune, quello dei livelli di colesterolo e trigliceridi, per il quale in Campania la tariffa di un privato si aggira intorno agli 11 euro, mentre all’Asl il paziente che non ha esenzioni deve pagare un ticket di 10 euro e aggiungerne altri 10 per la ricetta. In questi calcoli è bene precisare la Regione, infatti, questo fenomeno varia sul territorio nazionale ed è più evidente nel centro-sud, dove talvolta sono gli stessi direttori dei laboratori di analisi a invitare i pazienti a non servirsi delle ricette. Nel Lazio, secondo una relazione dell’Agenzia nazionale della sanità, è significativa la quota delle prestazioni che si è spostata verso l’out of pocket, in particolare da quando, nel 2011, la manovra Tremonti ha introdotto l’ulteriore contribuzione di 10 euro. «C’è da chiedersi se la presenza di una quota importante di prestazioni a pagamento non debba leggersi come un affievolimento dei livelli di garanzia dei servizi essenziali», scrisse qualche anno fa l’Agenas in una relazione sull’out of pocket. E in effetti ora è il Tribunale per i diritti del malato a segnalare difficoltà nell’accesso ai servizi, mentre la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) ritiene a rischio la sostenibilità del sistema sanitario nazionale. E c’è già chi pensa a eliminare il sistema dei ticket. Durante la campagna elettorale era stato il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, a proporre l’abolizione del ticket sulle visite specialistiche, mentre il ministero della Salute aveva ipotizzato di ricorrere a un meccanismo che comporti il pagamento del cittadino fino a un tetto massimo, commisurato al reddito. Le soluzioni sono però giudicate di difficile attuazione da Mario Del Vecchio, direttore dell’Osservatorio sui consumi privati in sanità dell’Università Bocconi.

01 marzo 2013 – DoctorNews33

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