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Usa, dibattito su trasparenza dati Ecm

Nel progetto ‘Open Payments’ nessuna eccezione per i pagamenti ricevuti dai medici, anche questi dovranno essere dichiarati all’interno dell’Open Payments program

Barbara Di Chiara – 6 novembre 2014 – PharmaKronos

Nessuna eccezione per i pagamenti ricevuti dai medici nel quadro dell’Educazione continua in medicina (Ecm): anche questi dovranno essere dichiarati all’interno dell’Open Payments program partito il mese scorso negli Stati Uniti. Un database progettato per registrare tutti i pagamenti eseguiti dalle aziende farmaceutiche e produttrici di dispositivi medici agli operatori e alle strutture sanitarie.

Ad annunciarlo i Centers for Medicare & Medicaid Services, anche se molti dati sfuggono ancora al controllo federale. I dati relativi al periodo tra il 1 agosto e il 31 dicembre 2013 parlano di 4,4 milioni di pagamenti a medici e ospedali, per un valore 3,5 miliardi di dollari. Ma la banca dati è ancora ben lontana dall’essere completa e aggiornata in tempo reale: nel 40% dei casi, infatti, sembra manchino i nomi di medici o degli ospedali che hanno ricevuto i pagamenti.

Inoltre, in circa un terzo dei record sono state rilevate incongruenze di dati. Il valore totale dei dati inediti o difettosi è stato stimato dunque in circa 1,1 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda l’Ecm, la situazione è ancora poco chiara: Andrew Rosenberg, senior advisor della Cme Coalition, ricorda che “i corsi Ecm regolarmente accreditati già proibiscono il supporto commerciale diretto delle aziende, dunque regole ulteriori non sono necessarie”. Intanto, l’Accreditation Council for Continuing Medical Education ha riportato a luglio che il taglio dei fondi dell’industria dedicati all’Ecm nel 2013 ha rallentato, calando solo del 2% contro il -10% dell’anno precedente.

Redazione Fedaiisf

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