
Farmacisti dipendenti. Farmacie private, nuovo sciopero: in piazza per il contratto
A Roma il corteo di addetti del comparto per sbloccare la trattativa con Federfarma, tra rivendicazioni economiche, diritti e riconoscimento delle competenze
Collettiva – 13 aprile 2026 di Daniela Zero
Nuova giornata di sciopero nazionale oggi, lunedì 13 aprile, per oltre 76mila addetti delle farmacie private. Farmaciste, farmacisti e collaboratori tornano a mobilitarsi per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale, fermo dal 31 agosto 2024. A rilanciare la protesta sono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che chiedono “risposte concrete su salario, professionalità e qualità del lavoro”.
La manifestazione nazionale si svolgerà a Roma, con partenza alle ore 9 da Piazza Vittorio Emanuele II e arrivo a Piazza San Giovanni in Laterano, nei pressi della sede di Federfarma. Attese migliaia di persone da tutta Italia, in rappresentanza di un settore che rivendica maggiore attenzione e riconoscimento.
La mobilitazione si inserisce in un percorso già avviato con lo sciopero del 6 novembre 2025, proclamato contro “lo stallo delle trattative” e una proposta economica ritenuta insufficiente a recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione. Nonostante la ripresa del confronto, a partire dall’incontro del 4 febbraio, “le distanze non si sono ridotte in modo significativo”, spiegano le organizzazioni sindacali.
I MOTIVI DELLO SCIOPERO
Al centro della piattaforma rivendicativa restano l’adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, il riconoscimento pieno delle competenze e la valorizzazione delle responsabilità crescenti. I sindacati chiedono inoltre il riconoscimento delle nuove funzioni legate alla riforma della farmacia dei servizi, insieme a migliori tutele su orari, turnazioni, maternità, malattia e formazione.
“Il rinnovo del contratto deve restituire dignità salariale e prospettive al settore”, affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Una richiesta che punta a rimettere al centro il lavoro nelle farmacie private, presidio fondamentale di prossimità e salute sui territori.
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I motivi della protesta
Al centro della mobilitazione c’è il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria, scaduto nell’agosto 2024. I sindacati denunciano uno stallo nelle trattative e giudicano insufficiente la proposta economica avanzata dalle controparti datoriali. Tra le principali rivendicazioni ci sono: l’adeguamento dei
salari al costo della vita; il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione; il pieno riconoscimento delle professionalità e la valorizzazione delle responsabilità crescenti del personale.
Oltre agli aspetti economici, la protesta punta anche a miglioramenti normativi e organizzativi. Tra le richieste figurano: condizioni più tutelate su orari e turnazioni; maggiori garanzie su maternità e malattia; investimenti nella formazione professionale; rafforzamento delle relazioni sindacali; una più moderna organizzazione del lavoro.
Le organizzazioni sindacali sottolineano, inoltre, la necessità di aggiornare il contratto alla luce delle nuove funzioni richieste ai farmacisti, soprattutto dopo l’evoluzione della cosiddetta “farmacia dei servizi”, che ha ampliato il ruolo delle farmacie nel sistema sanitario. Secondo i sindacati, il settore è profondamente cambiato negli ultimi anni e necessita di un contratto aggiornato che riconosca il nuovo ruolo delle farmacie come presidio sanitario territoriale.




