
Crisi sanitaria a Cuba: un appello alle istituzioni italiane
La presente lettera aperta, sottoscritta da direttori di riviste scientifiche e operatori della salute italiani, tra cui il presidente dell’OMCeO di Torino Guido Giustetto, intende richiamare l’attenzione delle massime istituzioni governative sulla gravissima crisi sanitaria in atto a Cuba, che configura una violazione dei diritti umani fondamentali. Di fronte al collasso di un sistema sanitario che ha rappresentato per decenni un modello internazionale, la comunità scientifica e civile non può permettersi il silenzio: ogni ritardo ha un costo diretto in vite umane.
In allegato la lettera inviata a Presidente del Consiglio e Ministro della Salute.
Uno stralcio della lettera
L’Italia non può rimanere indifferente o silenziosa anche perché debitrice verso Cuba per l’aiuto ricevuto durante la pandemia Covid-19 e per l’attuale lavoro dei medici cubani in Regione Calabria a garanzia del
funzionamento del Servizio sanitario locale.
Anche per questo e per mostrare interesse, partecipazione e sostegno potrebbe essere utile che una apposita commissione italiana di tecnici della salute venga inviata a Cuba e relazioni sullo stato di salute della popolazione cubana, sull’accesso alle cure, sulla disponibilità di farmaci e dispositivi medici.
Un Rapporto tecnico e indipendente, focalizzato sui bisogni sanitari essenziali della popolazione cubana sotto embargo, potrebbe costituire il materiale per programmare interventi mirati, essenziali e prioritari di aiuto indirizzando sia le istituzioni che le organizzazioni nazionali di cooperazione.
L’appello per Cuba: un’eccellenza sanitaria al collasso
Il sistema sanitario di Cuba, da decenni “un modello a livello internazionale, capace di garantire accesso universale alle cure anche in condizioni di risorse limitate” è “oggi in stato di collasso”. “L’Italia non può rimanere indifferente o silenziosa anche perché debitrice verso Cuba per l’aiuto ricevuto durante la pandemia Covid-19 e per l’attuale lavoro dei medici cubani in Regione Calabria a garanzia del funzionamento del Servizio sanitario locale”. Sono questi alcuni passaggi essenziali dell’appello, coordinato da Scienza in Rete e sostenuto fortemente anche da Care, affidato a una lettera aperta, indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Salute Orazio Schillaci, firmata dai direttori di dieci riviste scientifiche italiane.
Della difficile realtà che sta vivendo l’isola abbiamo già parlato, evidenziando il paradosso di Cuba: un esempio di eccellenza scientifica alle prese con una crisi umanitaria senza precedenti.
Secondo le informazioni disponibili attraverso l’Oms e i rapporti delle organizzazioni umanitarie,medicinali essenziali per il trattamento di malattie cardiovascolari, diabete, infezioni respiratorie e altre patologie comuni sono in disponibilità limitata o del tutto assenti. Gli ospedali cubani affrontano costanti interruzioni di energia elettrica, con conseguenze dirette sulla capacità di mantenere temperature adatte alla conservazione dei farmaci, di utilizzare attrezzature diagnostiche essenziali, eseguire interventi chirurgici e garantire condizioni igieniche adeguate. I programmi di vaccinazione, un
fiore all’occhiello del sistema sanitario cubano, hanno subito interruzioni significative, con il rischio che riemergano malattie prevenibili. Medici e ricercatori stanno migrando verso paesi con migliori condizioni di lavoro, indebolendo ulteriormente le capacità del sistema di affrontare questa crisi sanitaria.
Questa crisi devastante è il risultato dell’inasprimento delle sanzioni risalente alla prima amministrazione Trump e al recente blocco energetico derivato dalla crisi in Venezuela.
“Il crollo di un sistema sanitario – sottolinea però l’appello – non è soltanto una tragedia locale: è una violazione dei diritti umani fondamentali che richiede una risposta della comunità globale. È un dovere agire senza ambiguità, nel rispetto dei principi fondamentali del diritto umanitario”. Per questo si chiede che “una apposita commissione italiana di tecnici della salute venga inviata a Cuba e relazioni sullo stato di salute della popolazione cubana, sull’accesso alle cure, sulla disponibilità di farmaci e dispositivi medici. Un rapporto tecnico e indipendente, focalizzato sui bisogni sanitari essenziali della popolazione cubana sotto embargo, potrebbe costituire il materiale per programmare interventi mirati, essenziali e prioritari di aiuto indirizzando sia le istituzioni che le organizzazioni nazionali di cooperazione“.
La lettera aperta può essere sottoscritta da ricercatori, professionisti della sanità, accademici e cittadini. Firmarla richiede pochi minuti e invia un messaggio chiaro alla comunità internazionale: la professione medica e scientifica italiana è consapevole di questa emergenza e disposta a supportare soluzioni basate su principi umanitari e scientifici. La firma non rappresenta una posizione politica sulle cause della crisi, bensì l’adesione a un principio universale: la salute pubblica non ha confini geopolitici.
Potete leggere la lettera integrale e aggiungere la vostra firma qui: www.scienzainrete.it/lettera-aperta-per-cuba




