Contratti, salta il tavolo dei chimici per il nodo degli aumenti

Contratti, salta il tavolo dei chimici per il nodo degli aumenti

Ė la prima volta che le parti si ritrovano a dover discutere in un incontro di verifica un conguaglio secondo cui i lavoratori hanno ricevuto un aumento più alto – basato sull’inflazione programmata – di quello che avrebbe generato l’inflazione reale. Farmindustria: «Nell’incontro del 12 gennaio non era in discussione l’anticipo della scadenza del contratto».

di Cristna Casadei 20 gennaio 2015 Il Sole24ORE IMPRESA & TERRITORI

Il contratto dei chimici non supera l’incontro di verifica sull’inflazione: salta il tavolo tra Federchimica e Farmindustria e i sindacati (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil). In questa fase di congiuntura economica difficile l’aumento è un tema sensibile. Per i lavoratori certamente, ma anche per le imprese che hanno chiamato i sindacati per discutere dello scostamento troppo alto, a vantaggio dei lavoratori, tra l’inflazione reale e quella prevista.

Del resto c’è una norma contrattuale che lo prevede, ossia l’art. 69 ultimo comma ccnl chimico-farmaceutico. Secondo questa norma entro i primi mesi del terzo anno di vigenza del contratto le parti nazionali si incontrano per prendere atto degli eventuali scostamenti significativi tra inflazione prevista e reale ed attuare la correlata variazione dei minimi da realizzarsi entro la medesima vigenza contrattuale.

Le differenze ci sono, inutile negarlo. L’ultimo contratto, siglato a settembre del 2012 e in vigore fino a dicembre di quest’anno, prevedeva un aumento medio di 148 euro in 4 tranche, di cui due sono già state corrisposte e due devono ancora esserlo, una dal primo gennaio e l’ultima da ottobre di quest’anno. In una nota congiunta, Federchimica e Farmindustria dicono che «lo scostamento in atto tra inflazione prevista al momento del rinnovo del ccnl chimico-farmaceutico e inflazione reale relativa al biennio 2013/2014 e prevista per il 2015, terzo anno di vigenza contrattuale, si presenta considerevole». Il caso è eccezionale, si tratta della prima volta che le parti si ritrovano a dover discutere in un incontro di verifica un conguaglio secondo cui i lavoratori hanno ricevuto un aumento più alto – basato sull’inflazione programmata – di quello che avrebbe generato l’inflazione reale. In genere è sempre avvenuto il contrario. Come scrivono le imprese questa situazione «richiede quindi la necessità di impegnarsi per individuare tempestivamente soluzioni anche innovative ma rispettose delle disposizioni normative e contrattuali vigenti».

L’incontro decisivo, la scorsa settimana però per i sindacati si è trasformato in «un’occasione persa. È mancato il coraggio – sostengono Emilio Miceli, Sergio Gigli, Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil -, è mancata quell’autonomia che ha da sempre contraddistinto le relazioni industriali nel sistema chimico-farmaceutico che ha permesso uno sviluppo di modelli di relazione in grado di valorizzare il lavoro e l’impresa». Quindi? «Si è aperta una fase nuova, piena di incognite, che rischia di fare arretrare e non progredire le basi su cui si regge il contratto nazionale», continuano i sindacalisti che avevano proposto di «anticipare la scadenza del contratto del settore chimico-farmaceutico, procedendo da subito alla apertura del negoziato per il rinnovo».

Sorprese le imprese che precisano: «Nell’incontro del 12 gennaio non era in discussione l’anticipo della scadenza del contratto, ma l’individuazione di soluzioni concrete e coerenti con le regole definite dalle parti, regole che fra l’altro nella scorsa vigenza contrattuale erano state puntualmente applicate per riconoscere un incremento retributivo aggiuntivo ai lavoratori del settore. Federchimica e Farmindustria ritengono che credibilità e trasparenza siano fondamentali per la sopravvivenza di un sistema di relazioni industriali utile e costruttivo». Per questo Federchimica e Farmindustria «si augurano che questo possa essere considerato uno spiacevole incidente di percorso e che emerga al più presto una reale volontà di rispettare le intese sottoscritte nel ccnl, condizione indispensabile per salvaguardare il positivo sistema settoriale di relazioni industriali».

Notizia correlata: Contratto chimici, nessuna anticipazione nella scadenza

N.B.: IPO: indennità di posizione organizzativa

Oggi la riunione del tavolo sulla farmaceutica

Convocata per oggi, con l’obiettivo di esaminare tutte le problematiche del settore (dai nuovi farmaci sempre più costosi al governo della spesa farmaceutica) la riunione del Tavolo sulla farmaceutica al ministero dello Sviluppo economico, cui parteciperanno gli attori della filiera del farmaco (industrie, farmacie, distributori), il Governo e le Regioni. L’incontro è previsto per le 18 nella sede del Mise a Roma.

20 Gennaio 2015 – PharmaKronos

 

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