Ferni (Femca Cisl Monza Brianza Lecco): problematiche per quanto riguarda profili professionali particolari, quali quelli degli informatori del farmaco. N.d.R.

Ferni (Femca Cisl Monza Brianza Lecco): problematiche per quanto riguarda profili professionali particolari, quali quelli degli informatori del farmaco. N.d.R.

Femca Cisl Monza Brianza Lecco, Massimo Ferni segretario generale

“Le idee camminano con le gambe degli uomini”. Questa citazione di Pierre Carniti è stata al centro della relazione tenuta al Congresso della Femca Cisl Monza Brianza Lecco da Massimo Ferni, nominato dall’assemblea segretario generale della categoria che riunisce i lavoratori che vanno dall’industria chimica alla farmaceutica sino ai lavoratori tessili. Accanto al lecchese Massimo Ferni, in segreteria sono stati eletti Alessandra Bianchi e Massimo Riva.

«La nostra Femca – ha detto tra l’altro Massimo Ferni – organizza lavoratori nei più disparati ambiti per fare due esempi passiamo dal lavoratore tessile a quello del petrolchimico, a chi opera nelle poche miniere rimaste così come in numerosi altri settori. Esiste o esistono fili comuni che legano tutte queste diverse realtà lavorative? Io penso di sì sicuramente e uno di essi sia l’essere Femca e l’essere Cisl.

La casa comune data dalla Cisl e al suo interno dalla Femca è la garanzia per tutti questi lavoratori di stare in un sindacato che nelle diversità di settore e individuali nonché contrattuali, cerca di trovare il filo comune che tuteli e garantisca tutti. La Cisl così come la Femca  e i sindacati confederali in genere, diversamente da altri sindacati di categoria o meglio di mestiere, fanno della mediazione per il bene comune di tutti i cittadini/lavoratori, il motivo principale del loro agire, cercando sempre di coniugare l’interesse generale con quello particolare».

Massimo Ferni (a sinistra nella foto) si è anche soffermato sulla situazione economica attuale dei vari comparti rappresentati da Femca: «I nostri comparti hanno vissuto sul nostro territorio la crisi in misura diversa e con pesi diversi. Il chimico ha visto una serie di problematiche collegate alla ristrutturazione delle aziende farmaceutiche soprattutto, anche se non in maniera esclusiva, per quanto riguarda profili professionali particolari, quali quelli degli informatori del farmaco.

Il settore della gomma plastica molto diffuso sui nostri territori ha vissuto e vive la crisi a geometria variabile, con aziende di stampaggio di prodotti generici in plastica o collegati all’edilizia che sono entrate in forte crisi, contrariamente a quelle di produzione di articoli per la farmaceutica e per il beauty che al contrario continuano a mantenere buone performance. Il settore del tessile è il più martoriato con una crisi generalizzata e una buona tenuta di quelle sole aziende che per dimensioni, capacità finanziaria, e particolarità del prodotto hanno potuto sopportare la contrazione del mercato e la concorrenza estera.

L’altro nostro comparto quello dell’energia, che per Femca Mbl è sostanzialmente il gas acqua, ha fortunatamente mantenuto i livelli occupazionali e in alcuni casi li ha incrementati anche in presenza di un riassetto del settore che ha visto lo spacchettamento delle attività collegate all’acqua che si sono concentrate in società di scopo da quelle del settore gas, che si sta avviando verso le gare per la gestione delle reti. Fortunatamente in un contesto di regole volute fortemente dal sindacato, che dovrebbero dare quasi tutte le necessarie garanzie occupazionali».
Al congresso della Femca sono intervenuti Rita Pavan, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco, Paolo Ronchi, segretario regionale Femca, e Antonello Assogna della segreteria nazionale.

Merate on line – 1 marzo 2017

N.d.R.: fa piacere che i sindacati si rendano conto che esiste qualche “problemino” sugli Informatori Scientifici del Farmaco. Perché se ne accorgessero ci sono voluti 10 anni, 15.000 licenziati e nei contratti nazionali stravolta la professione di ISF, ridotta a venditore di farmaci. Meglio tardi che mai! Ma per i 15.000 licenziati è troppo tardi.

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