Frosinone. Settore farmaceutico in crisi e forte aumento delle richieste di mobilità in deroga: 950 nel 2018

Frosinone. Settore farmaceutico in crisi e forte aumento delle richieste di mobilità in deroga: 950 nel 2018

Provincia di Frosinone – Il consuntivo Uiltec 2018: settore farmaceutico in crisi e forte aumento delle richieste di mobilità in deroga: 950 nel 2018 contro le 160 di Rieti

radio cassino news – 20 dicembre 2018

La provincia di Frosinone prima nel Lazio per le richieste di mobilità in deroga; nel 2018 ben 950, contro le 160 di Rieti!

“Impressionante” è il numero delle persone che vivono di ammortizzatori sociali, infatti, come afferma Giuseppe Caccianini “cresce il numero di domande di mobilità in deroga dal 2016 ad oggi.

Nel 2016 sono state accettate dalla Regione Lazio 570 domande, 1204 nel 2017 e 1669 richieste quest’anno.

Solo per il 2017 la provincia di Frosinone ha inoltrato oltre 950 domande contro le 160 di Rieti. Numeri davvero impressionanti di cui a doversi far carico è in primis la politica”.

E’ il dato più preoccupante che emerge dal consuntivo 2018 tracciato dalla segreteria della Uiltec di Frosinone dal quale emerge anche la crisi del settore farmaceutico e la parziale ripresa del chimico.

L’amara novità è la crisi di un comparto da sempre traino dell’economia frusinate come quello farmaceutico che ha coinvolto due stabilimenti storici, una ‘Big Pharma’ come la Bristol-Myers Squibb e la Biomedica Foscama.

Due aziende fondamentali che si spera non spariscano dal territorio: la sola multinazionale di Anagni conta circa 700 dipendenti.

“Nessuno fiutava la crisi del farmaceutico – spiega il Segretario Provinciale UILTEC Mauro Piscitelli – dalla Biomendica Foscama alla Bristol, il settore appare in difficoltà per molte ragioni.

L’industria farmaceutica sta cambiando paradigma della cura alla persona, molte Big Pharma hanno perso i brevetti ed è avanzata la produzione del generico.

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Oltre a questo abbiamo nuove tecniche di cura, metodiche diverse rispetto al passato: le possibilità aperte dalla genetica, dall’elettromedicalità, dalle cellule staminali stanno riorientando le industrie verso investimenti più ad alto rischio.

Non sappiamo ancora cosa intende fare la Bristol per l’impianto di Anagni da sempre punto di riferimento per l’intero gruppo, chiediamo che la dismissione avvenga in maniera controllata e concordata per non creare un danno irreparabile all’intero tessuto economico e sociale del nostro territorio.

La politica deve essere al passo con i tempi e intercettare le novità per aiutare la provincia a sviluppare l’Industria 5.0”.

Buone notizie vengono invece dal settore chimico che, spiega Chiara Felici della segreteria UILTEC “sta offrendo buoni segnali occupazionali, come la Chemi Patrica, l’industria più importante del territorio sempre all’avanguardia e presente a livello mondiale, che sta facendo decine di assunzioni a tempo indeterminato dando la possibilità a molti di giovani di poter scommettere sul proprio futuro”.

Buoni segnali arrivano anche dal comparto della gomma-plastica dove recentemente ci sono state stabilizzazioni e si guarda con fiducia alla Saxa Gres, che “sta avanzando con prodotti innovativi e più ‘verdi’ destando l’interesse dei paesi nordici e dal tessile, in particolare la Klopman, che ha investito molto sui giovani”.


N.d.R.: Tutti gli indici suggeriscono che il settore farmaceuto non è in crisi, anzi. Il problema è che vogliono diminuire i costi fissi (dipendenti) aumentando il fatturato. “L’impresa irresponsabile” L.Gallino

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