La gabbia dorata dove si produce il vaccino Fluad. Il licenziamento degli ISF nel 2010. L’H1N1. Il precedente del 2012

La gabbia dorata dove si produce il vaccino Fluad. Il licenziamento degli ISF nel 2010. L’H1N1. Il precedente del 2012

Siena: corsi di yoga e asilo nello stabilimento “perfetto”, ma tra i lavoratori serpeggia il disagio

«Novartis Hill», la cittadella senese dei vaccini ora nell’occhio del ciclone, sembra un po’ come dottor Jekyll e Mister Hyde. Da un lato alta tecnologia, sistemi di sicurezza all’avanguardia e servizi di ogni genere da impianto a misura d’uomo. Il perfetto prototipo dell’azienda modello svizzero. Dall’altro il malumore dei lavoratori, o almeno di quelli sindacalizzati, che lamentano un clima da caccia alle streghe all’interno di questo splendido centro posto tra Siena e la frazione di Rosia, ai piedi di una boscosa collina. Non a caso uno sciopero dello scorso anno aveva come ordine del giorno «il clima di terrore e diffidenza dilagante». L’anno prima c’erano stati pure 11 licenziamenti. E non perché il business dei vaccini vada male, la cittadella fattura oltre mezzo miliardo di euro. Le motivazioni erano disciplinari. «Comportamento deontologicamente non corretto», precisa anzi l’azienda, dove vige un codice etico molto rigido, «che va rispettato perché in un settore delicato come quello della salute non si possono ammettere leggerezze», riferiscono dall’area risorse umane. Una rigidità che dal fronte opposto definiscono invece «sistema da polizia segreta».

Insomma nella fabbrica del Fluad, l’anti-influenzale sotto processo, non si respira proprio un gran clima. Eppure aggirandosi tra i dedali che collegano i vari edifici dall’architettura essenziale sembra non mancare proprio nulla per lavorare con il massimo comfort: palestra, asilo nido, posta, calzolaio, lavanderia, spaccio alimentare e ambulatorio. E visto che qui si produce salute servizio di consulenza dietologica per chi è sovrappeso, stand per il controllo della pressione e persino un corso di yoga per combattere lo stress. Magari da perfezionismo svizzero. Che ritroviamo nei sistemi di sicurezza e di produzione.

Applicati con rigore dai 1200 dipendenti che sfornano ogni anno la bellezza di oltre 500 milioni di dosi vaccinali. E non solo contro l’influenza, ma anche per immunizzare da poliomielite e dalle pericolosissime meningiti da meningococco. Prodotti esportati in ben 130 Paesi. Tra i quali gli Stati Uniti, dove per immettere un medicinale occorre ottenere il certificato di esportazione rilasciato dalla severissima Fda, la Food and drug administration che non lascia entrare uno spillo che non abbia superato i più rigidi controlli di sicurezza. E infatti nella cittadella dei vaccini le produzioni sono certificate dal marchio europeo «Gmp», acronimo inglese che sta per «buone pratiche di fabbricazione».

Sulla sicurezza dei meccanismi di azione dei vaccini messi a punto in questo polo di ricerca e produzione all’avanguardia parlano i numeri: «Dal 1997, anno di avvio della commercializzazione del Fluad, su centinaia di milioni di dosi distribuite nel mondo – fanno sapere in azienda – i sistemi di farmacovigilanza non hanno mai fatto registrare nemmeno un decesso ipoteticamente correlato al vaccino». Fino ad oggi. Ora in questi stabilimenti che furono di Sclavo, poi Marcucci e infine Chiron, prima di passare alla multinazionale svizzera Novartis, all’amarezza si mescola la paura di un crollo della domanda di quel Fluad, figlio di Rino Rappuoli, il genio italiano dell’immunizzazione. Insieme all’americano Craig Venter, famoso per aver mappato il genoma umano, ha messo a punto una tecnica rivoluzionaria che ha permesso lo sviluppo di nuovi vaccini impensabili prima, come quello contro la meningite. Questo grazie al sequenziamento del genoma dei virus che consente di individuarne i punti deboli. Quelli che qui tutti negano esistere nell’anti influenzale «sotto inchiesta».

N.d.R.: riportiamo una lettera del 27 gennaio 2010 di Informatori Scientifici del Farmaco sulla Novartis vaccini e un articolo sul medesimo argomento.

SENZA PAROLE.
In tutti questi anni di lavoro ne abbiamo viste tante; abbiamo visto tanti colleghi convocati dal “personale” e umiliati con frasi tipo “non rientri più nei nostri piani”, “le tue caratteristiche non corrispondono al profilo dei nostri isf” e così via.
Contratti a tempo indeterminato che diventano carta straccia, diritti calpestati.
Sono rimasto senza parole quando ho sentito che viene soppressa una rete di informazione scientifica per le mutate esigenze di mercato e di espletamento delle gare ormai tutte regionali.
Ma chi decide queste cose sa cos’è un vaccino? Ha idea di quello che diamo ai nostri interlocutori con un lavoro, delle peculiarità, ed una competenza che sono uniche nel mondo dell’informazione scientifica o pensano che noi si vada medico per medico a fare la “pappardella” con il “visual”?
Sono rimasto senza parole quando mi hanno detto che cacciano più di 600 ricercatori perché qualcuno aveva promesso agli investitori un +14% e invece è stato fatto solo un +11% e allora tagliano dei costi e noi siamo dei costi……..
Che vergogna, che tristezza.
Sono senza parole.
Un abbraccio fraterno e tutta la mia solidarità a Giorgio, Stefano, Maurizio, Simone, Paola e a tutti quelli che non conosco.
Un vaccinaro.

Vaccino, Novartis licenzia 24 dipendenti

La multinazionale parla di ‘riorganizzazione del settore commerciale’  e manda in mobilità 24 persone. I sindacati protestano: “Assurdo, è l’anno dei fatturati record”. Ma l’azienda si giustifica: “Oggi si tratta con le Asl e con le Regioni”

di Laura Montanari – La Repubblica.it Salute

Malgrado le maxi commesse per la fornitura dei vaccini sulla pandemia influenzale H1N1, Novartis annuncia, dal quartier generale di Siena, ventiquattro licenziamenti. La chiamano «riorganizzazione del settore commerciale» quella che manda a casa in mobilità venti (su un totale di ventisette) informatori farmaceutici e quattro impiegati della rete commerciale. E´ gelo fra la multinazionale farmaceutica e i sindacati.

L´Rsu protesta: «Dicono che non abbiamo mantenuto le previsioni di fatturato sui vaccini influenzali tradizionali – spiegano – ma è assurdo. Quando si erano stabiliti i tetti non c´era l´emergenza H1N1, e il fatturato sul vaccino stagionale è sceso perché si è puntato molto su quello pandemico». Dalle risorse umane di Novartis Vaccines invece fanno sapere che la ristrutturazione ha radici precedenti ed è legata al fatto che è cambiata la rete di promozione dei prodotti: «Prima si andavano a presentare i vaccini dai pediatri e dai medici di base, oggi si tratta con le Asl e con le Regioni». Una motivazione che non convince affatto il segretario della Cgil di Siena, Claudio Vigni: «Non si può accettare che nell´anno del fatturato record, un´industria come Novartis licenzi dei lavoratori».

Il contratto stabilito con il ministero della Salute il 21 agosto 2009, quando l´allarme per la pandemia che colpiva soprattutto le Americhe era alto, fissava per la fornitura dei vaccini un compenso di 184 milioni di euro. Senza possibilità di «sconto» nel caso – come si sta verificando in questi mesi – di un surplus di dosi rispetto al fabbisogno. In un clima di preoccupazione intanto un gruppo di lavoratori della Novartis Vaccines ha aperto pochi giorni fa un blog dal titolo: «Tutti a casa» dove sono raccolti i documenti e gli articoli sulla vertenza.

Per il 20 gennaio Cgil, Cisl e Uil hanno convocato un´assemblea dei lavoratori sia nella sede dello stabilimento a Siena, sia in quella di Rosia. Domani è in calendario un incontro fra amministratori locali e sindacati nel Comune di Sovicille dove c´è il grande stabilimento di Rosia.

Intanto i deputati senesi del Pd Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni annunciano un´interrogazione ai ministri della Salute e delle Attività produttive sulla situazione della multinazionale svizzera: chiedono chiarezza sul contratto che Novartis stipulato con il governo per la produzione del vaccino antipandemico e chiedono anche quali «misure intenda prendere il governo per salvaguardare i posti di lavoro» alla luce della procedura di mobilità aperta per ventiquattro lavoratori dell´area commerciale. «Occorre – spiega Ceccuzzi – fare piena chiarezza sul contratto Novartis-ministero, salvaguardare i livelli occupazionali dell´azienda per evitare che eventuali responsabilità vengano scaricate sui lavoratori».

(18 gennaio 2010)

Scandalo vaccini per la Novartis. Gonfiati i prezzi di quello sull’H1N1

H1N1: lo scandalo insabbiato

BY CRITICA SCIENTIFICA ON

Vaccini, bloccate altre 487mila dosi. Balduzzi: “Novartis sapeva da luglio”

Da venerdi prossimo sarà attivo il numero verde 1500. Il divieto di acquisto e uso è cautelativo, ma intanto il ministro della Salute attacca l’azienda: “Sapeva delle anomalie dall’11 luglio e le ha rappresentate all’Aifa il 18 ottobre”. Novartis ha prodotto per l’Italia 3 milioni di vaccini: 2,5 sono ancora in magazzino

24 ottobre 2012 – la Repubblica.it Salute

 

Notizia correlata: Ma il vero pericolo è la psicosi. Il precedente Novartis del 2012

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