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LA GRANDE RIFORMA SUI FARMACI

«Commissari? Una garanzia» Livia Turco: nella sanità la linea del rigore comincia a pagare «Le risorse crescono di altri 3,6 miliardi ma la spesa complessiva sul Pil cala al 6,7%» «Gli investimenti andranno agli ospedali, al parco tecnologico e ai territori». «L’efficienza e il rigore cominciano a pagare». Livia Turco, ministro della Salute, è sicura: il Ssn cammina versa la stabilità del sistema e la previsione per decreto legge di inviare commissari ad acta nelle Regioni in rosso non va letto come un allarme sui piani di rientro, ma come una «garanzia in più per tutti». La Finanziaria 2008, insomma, consolida la «svolta» decisa l’anno scorso. Ma aggiunge la «grande riforma» sui farmaci e un’iniezione di investimenti per altri 3 miliardi per ospedali, tecnologie, territorio. Infine una promessa a medici e dipendenti: «Spingerò per la chiusura dei contratti».
Ministro Turco, anche per la Sanità quella del 2008 sarà una Finanziaria di svolta?
La svolta per la Sanità c’è stata l’anno scorso. Adesso si consolida il cambiamento. Con un indirizzo precis stiamo costruendo un sistema unitario nel segno di un federalismo solidale. E di questo sono molto grata alle Regioni. La verità è che le scelte di efficienza e di rigore cominciano a pagare. Sembra paradossale detto da una persona di sinistra, ma il grande risultato è la riduzione dal 6,9 al 6,7% dell’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil. E questo, mentre le risorse crescono di altri 3,6 miliardi. Le politiche di concertazione stanno dando i loro frutti. E i risultati si vedono dalla stabilità del sistema.

Tuttavia, ministro da una parte concedete prestiti per 9 miliardi alle Regioni in rosso, dall’altra le minacciate di inviare i commissari. Forse non tutto va così bene…
L’eventuale invio dei commissari ad acta è invece uno strumento in più che adottiamo per rendere chiaro il fatto che non stiamo finanziando nessuno "a perdere", checché ne dica il centrodestra. È un rafforzamento delle responsabilità regionali. Una garanzia in più per tutti.
Ma puntare ai commissari per decreto legge dà la senzazione che ci sia un’urgenza. Basta pensare al Lazio…
La verifica che abbiamo fatto con l’Economia ci dimostra che tutte le Regioni hanno adottato i provvedimenti che dovevano assumere e che cominciano a verificarsi risparmi. Non c’è alcun allarme. La nomina di un commissario, poi, non va intesa come un esautoramento, ma come un aiuto sul piano della cooperazione istituzionale.

Finanziaria ricca: con 3 miliardi in più anche per gli investimenti. Che ne farete? Non ci saranno sprechi?
È una scelta per la quale mi sono battuta fortemente. Il rilancio del Ssn ha urgente necessità di poter contare su risorse certe e un impegno di spesa costante. Per gli sprechi non ci sarà spazio. Spenderemo per gli ospedali, certamente. Ma anche per il parco tecnologico e per il territorio.
La vera riforma intanto è quella sui farmaci: nuovo tetto, nuovi ripiani, nuovi prezzi. Cosa vi attendete?
È una grande riforma. Ci guadagneranno i cittadini e le imprese. E naturalmente il sistema. Quando la spesa è sotto controllo, si evitano gli sforamenti e gli sprechi, ma anche un uso inappropriato e

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