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Nasce intergruppo parlamentare innovazione sanità. Le terapie non sono spese ma investimenti

L’innovazione in sanità deve essere sostenibile e accessibile, per coniugare economia, equità e salute. Per questo nasce l’Intergruppo parlamentare per l’innovazione sostenibile in sanità. Un’iniziativa trasversale agli schieramenti politici, alla quale hanno aderito circa venti parlamentari delle Commissioni Finanza e Bilancio, Affari Sociali e Igiene e Sanità di Camera e Senato. L’intergruppo è stato presentato con una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

Promotore dell’intergruppo il Sen. Daniele Manca (Pd): “Dobbiamo garantire l’universalità d’accesso alle nuove terapie, garantendo la sostenibilità della finanza pubblica ed il pareggio di bilancio previsti in Costituzione. Le riforme servono per attrarre anche importanti investimenti nella ricerca e nella farmaceutica, indispensabili per favorire nuova occupazione. Il ‘brand’ salute rappresenta una straordinaria opportunità per sviluppare nel nostro Paese nuovi investimenti e promuovere una crescita economica sostenibile e qualificata”.

Il senatore Francesco Zaffini (FdI): “Serve un cambio di approccio culturale che porti a considerare la sanità non più come un costo, ma come un investimento, al fine di rafforzare l’uso della tecnologia per migliorare la prevenzione, la previsione, la diagnosi precoce e gli screening. Abbiamo 20 milioni di prestazioni sospese, un italiano su tre aspetta una prestazione sanitaria, solo la tecnologia ci può salvare. La sanità – conclude Zaffini – non ha colore”. (Estratto da Aboutpharma – 16 giugno 2022)

Temi di politica, economia e finanza si intrecciano nell’attività del progetto: lo scopo è innovare la salute attraverso una nuova governance che contempli aspetti economici, nonché l’adeguamento delle normative nell’ottica di una fluidificazione nell’accesso alle cure. “L’Intergruppo – sottolineano gli stessi promotori – punta su uno sviluppo della sostenibilità, della ricerca e della promozione delle terapie avanzate e delle medicina digitale per far progredire il nostro Paese sul terreno della concorrenza sul mercato e della competitività a livello internazionale”.

Lisa Noja, deputata  di Italia viva, mette invece in luce che “le terapie avanzate e le grandi innovazioni che si stanno realizzando in campo medico pongono la politica di fronte all’esigenza di adeguamento del sistema di finanziamento del Servizio sanitario nazionale“. Entrando più nello specifico, Noja rileva come le terapie avanzate propongano un approccio “one shot” che cambia la storia della patologia e in quanto tali dovrebbero essere valutate come “un investimento a lungo termine sulla salute del paziente“. Questo, aggiunge, implica non solo un intervento sulle modalità di rimborso delle terapie, ma anche un nuovo modo di affrontare l’approccio valutativo a questo tipo di trattamenti: “Si devono valutare complessivamente le prospettive del paziente, che con una terapia avanzata può spesso restare attivo e produttivo, con una conseguente riduzione dei costi assistenziali”. In tale direzione, secondo la deputata, “servono dunque nuove competenze per le autorità regolatorie per svolgere questo tipo di verifiche a lungo termine e cosi creare un sistema accessibile per tutti i pazienti”. (Estratto da NursindSanità 16 giugno 2022)

“Occorre un cambio di paradigma importante nel valutare certe tipologie di spese sanitarie, soprattutto legate alle cure innovative che devono veder superare la logica della spesa ed essere inserite nel bilancio dello Stato come investimenti sanitari”, ha concluso Vanessa Cattoi (Lega). (Fortune Italia)

 

Redazione Fedaisf

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