Premio Nobel per la Medicina 2020 assegnato ad Alter, Houghton e Rice

Premio Nobel per la Medicina 2020 assegnato ad Alter, Houghton e Rice

E’ partita ufficialmente la settimana dei premi Nobel, con l’annuncio dei vincitori del Nobel per la Medicina 2020, assegnato a Harvey J. Alter, Michael Houghton e Charles M. Rice, premiati per la scoperta del virus dell’epatite C. I prossimi appuntamenti scientifici sono in programma il 6 ottobre con l’annuncio del Nobel per la Fisica e mercoledì 7, con il Nobel per la Chimica. Come in passato, gli annunci vengono trasmessi online dalla Fondazione Nobel, in collegamento con l’Istituto Karoliska di Stoccolma per la Medicina e con la sede dell’Accademia svedese delle Scienze. Per la prima volta nella sua storia anche la cerimonia di premiazione, in programma all’inizio di dicembre, sarà virtuale.

Un contributo decisivo

L’ambito riconoscimento, dunque, è stato assegnato congiuntamente al britannico Houghton e agli americani Alter e Rice per “la scoperta del virus dell’epatite C“. Il trio di luminari è stato premiato per il  “contributo decisivo” alla lotta contro l’epatite, “un grave problema di salute globale, trasmesso dal sangue, che causa cirrosi e cancro al fegato” in tutto il mondo, come ha spiegato la giuria del Nobel stesso, durante l’annuncio. I tre scienziati, si legge nel comunicato ufficiale, hanno compiuto importanti scoperte che hanno portato all’identificazione di un nuovo virus, il virus dell’epatite C. Prima del loro lavoro, la scoperta dei virus dell’epatite A e B era stata un passo avanti fondamentale, ma la maggior parte dei casi di epatite trasmessa per via ematica era rimasta inspiegabile. La scoperta del virus dell’epatite C ha rivelato, invece, la causa degli altri casi di epatite cronica e ha reso possibili esami del sangue e nuovi farmaci che hanno salvato milioni di vite.

Epatite, una minaccia globale per la salute umana

L’infiammazione del fegato, o epatite, è principalmente causata da infezioni virali, sebbene anche l’abuso di alcol, le tossine ambientali e le malattie autoimmuni siano cause determinanti. Negli anni ’40 era emerso chiaramente come esistessero due tipi principali di epatite infettiva. La prima, chiamata epatite A, viene trasmessa da acqua o cibo inquinati e generalmente ha un impatto limitato a lungo termine sul paziente. Il secondo tipo si trasmette attraverso il sangue e i fluidi corporei e rappresenta una minaccia molto più seria poiché può portare ad una condizione cronica, con lo sviluppo di cirrosi e cancro al fegato. Questa forma di epatite è insidiosa, poiché individui altrimenti sani possono essere infettati silenziosamente per molti anni prima che insorgano gravi complicazioni. L’epatite trasmessa dal sangue è associata a mortalità significative e causa più di un milione di decessi all’anno in tutto il mondo, rendendola così un problema di salute globale su una scala paragonabile all’infezione da HIV e alla tubercolosi.

L’identificazione del virus

Per identificare il virus, spiega Fondazione Nobel, sono state utilizzate tutte le tecniche tradizionali tipiche ma, nonostante ciò, lo stesso è sfuggito all’isolamento per oltre un decennio. Michael Houghton, che lavora per l’azienda farmaceutica Chiron, ha intrapreso l’arduo lavoro necessario per isolare la sequenza genetica del virus. Houghton e i suoi colleghi hanno creato una raccolta di frammenti di Dna a partire da acidi nucleici trovati nel sangue di uno scimpanzé infetto. La maggior parte di questi frammenti proveniva dal genoma dello scimpanzé stesso, ma i ricercatori hanno previsto che alcuni sarebbero derivati anche ​​dal virus sconosciuto. Partendo dal presupposto che gli anticorpi contro il virus fossero presenti nel sangue prelevato dai pazienti con epatite, i ricercatori hanno utilizzato i sieri dei pazienti per identificare i frammenti di Dna virale clonati che codificano le proteine ​​virali. A seguito di una ricerca completa, è stato trovato un clone positivo. Ulteriori lavori hanno dimostrato che questo clone era derivato da un nuovo virus Rna, appartenente alla famiglia dei “Flavivirus”, chiamato virus dell’epatite C.

Il ruolo dei tre scienziati

La Fondazione, nel raccontare il ruolo dei tre scienziati nella scoperta, ha scritto che gli studi metodici di Harvey J. Alter sull’epatite associata alle trasfusioni hanno dimostrato che un virus sconosciuto era una causa comune di epatite cronica. Michael Houghton ha utilizzato una strategia non testata per isolare il genoma del nuovo virus denominato virus dell’epatite C, mentre Charles M. Rice ha fornito le prove finali che dimostrano che il virus dell’epatite C da solo potrebbe causare l’epatite.

Chi sono Alter, Houghton e Rice

Harvey J. Alter è nato nel 1935 a New York. Ha conseguito la laurea in medicina presso la University of Rochester Medical School e si è formato in medicina interna presso lo Strong Memorial Hospital e presso gli University Hospitals di Seattle. Nel 1961, è entrato a far parte del National Institutes of Health (NIH) come associato clinico. Ha trascorso diversi anni alla Georgetown University prima di tornare al NIH nel 1969.

Michael Houghton è nato nel Regno Unito. Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1977 presso il King’s College di Londra. È entrato a far parte della Chiron Corporation nel 1982. Si è trasferito all’Università di Alberta nel 2010 dove è attualmente professore di virologia.

Charles M. Rice è nato nel 1952 a Sacramento. Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1981 presso il California Institute of Technology, dove si è anche formato come borsista post-dottorato tra il 1981 ed 1985. Ha fondato un suo gruppo di ricerca presso la Washington University School of Medicine, nel 1986, ed è poi diventato professore ordinario nel 1995. Dal 2001 è professore presso la Rockefeller University.

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