Primo Piano

Sempre meno italiani si vaccinano, ok, ma di chi è la colpa?

Lo scetticismo verso i vaccini lambisce, e nel caso del vaccino antinfluenzale colpisce in pieno, le schiere dei medici di base, quelli che dovrebbero convincere i propri assistiti a vaccinarsi. Proposta al ministro Lorenzin: accertare sul campo l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale, e chiudere con le polemiche.

di Roberto Volpi | 26 Maggio 2015 | il Foglio quotidiano

La punta massima della vaccinazione antinfluenzale l’Italia l’ha raggiunta nella stagione epidemica 2009-2010. E già non era gran che, col suo 19,6 per cento: neppure un italiano vaccinato su cinque. Nell’ultima stagione influenzale, quella appena trascorsa del 2014-2015, la copertura vaccinale è scesa al 13,6 per cento, quasi un terzo di vaccinati persi nel giro di cinque anni. In soldoni (e soldoni veri, non per modo di dire) quasi 4 milioni di vaccinati – e di vaccini – in meno. Né si può credere che tutta la ragione della caduta stia nell’allarme scattato alla fine di novembre dello scorso anno per la vicenda delle morti sospette seguite a vaccinazioni col vaccino Fluad della Novartis, poi assolto da ogni sospetto. Intanto perché l’allarme scattò a vaccinazione quasi conclusa e poi perché era in corso da anni una crisi della vaccinazione.

Ora, di fronte a dati di questo tenore occorre una riflessione vera, che non può certo fermarsi alla considerazione delle tipologie di quanti non si vaccinano – descritti di volta in volta come paleolitici fuori tempo massimo o snob new age un po’ fumati – o delle accuse antiscientifiche ai vaccini che circolano in rete. Scordiamoci che siano tutti un branco di sempliciotti e/o di vanesi convinti del complottismo delle multinazionali del farmaco, quelli che rifiutano i vaccini per sé e i propri figli. Di questo passo, e con queste argomentazioni, la crisi dei vaccini è destinata a peggiorare. Non c’è una sola vaccinazione in salute, quale più quale meno la flessione riguarda tutte le vaccinazioni.

Lo scetticismo verso i vaccini lambisce, e nel caso del vaccino antinfluenzale colpisce in pieno, le schiere dei medici di base, quelli che dovrebbero convincere i propri assistiti a vaccinarsi. Ed ecco, allora, la modesta proposta che mi sento di avanzare alla ministra Beatrice Lorenzin. In Italia abbiamo da una parte l’Istituto superiore di sanità, dall’altra una buona rete di medici sentinella. Gli epidemiologi del primo non avranno difficoltà a disegnare un’indagine epidemiologica caso-controllo che i secondi (sono 1.500, ne bastano non più di un quinto) possono svolgere praticamente a costo zero. Per fare cosa? Per accertare sul campo l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale e chiudere così una polemica infinita. Non siamo forse in tempi di valutazione?

Notizie correlate: AIFA pubblica il 4° Rapporto sulla sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia

Vaccini, vendite a picco e panico. Medici presi d’assalto dai pazienti.

Effetto fluad e calo delle vaccinazioni; Ricciardi (Iss): centinaia di morti in più

AIFA. CDC: la vaccinazione antinfluenzale ha salvato 40.000 vite in 9 anni

La mancata vaccinazione antinfluenzale è ‘complice’ di 8.000 decessi per complicanze

Vaccini, prezzi in aumento? Antitrust avvia indagine conoscitiva e call for inputs

Vaccini, risoluzione globale per prezzi più bassi e trasparenti

Msf, una decisione storica dei governi all’assemblea mondiale della sanità

Il 2020 sarà un anno importante per la sclerosi multipla. Si tratta infatti del termine fissato dall”Agenda Sm’ messa a punto dall’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism), che indica le priorità per i diritti e le cure dei malati – 75 mila persone in Italia – già presentata alle Istituzioni, e di cui si parla oggi al congresso scientifico annuale Aism e della sua fondazione.

L’agenda traduce in scadenze concrete gli impegni contenuti nella Carta dei diritti delle persone con Sm del 2014. In particolare si chiede che i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, che garantiscano continuità di cura e presa in carico, siano definiti in tutte le regioni. Per quanto riguarda i farmaci, “che ancora non sono un diritto per tutti”, si chiede che tutti i malati possano accedervi, soprattutto a quelli innovativi, in maniera uniforme, equa e tempestiva su tutto il territorio nazionale.

“Oggi – ha spiegato Roberta Amadeo, presidente Aism – è la giornata mondiale delle sclerosi multipla, gli occhi del mondo sono puntati sui bisogni in termini di diritti, di terapie, farmacologiche e riabilitative, e di accesso a queste. Ma anche di diritti in termini di precarietà del lavoro, problema diffuso in questo periodo ma ovviamente ancora più complicato per chi ha difficoltà”.

28 maggio 2015 – PharmaKronos

 

Redazione Fedaiisf

Promuovere la coesione e l’unione di tutti gli associati per consentire una visione univoca ed omogenea dei problemi professionali inerenti l’attività di informatori scientifici del farmaco.

Articoli correlati

Back to top button