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Farmaci equivalenti. Consumatori: “Da disinformazione danni per 5,4 miliardi”

È la denuncia di Federconsumatori e Adusbef, che annunciano di essere pronte a presentare esposti presso Corte dei Conti, Antitrust e Procure della Repubblica contro i danni provocati dalla “coalizione disinformativa contro la diffusione dei farmaci equivalenti”.

23 AGO – “Come sia possibile che, nel nostro Paese, la fruizione si attesta a circa il 15%, contro una media europea del 50% e con punte eclatanti quali l’83% dell’Inghilterra?”. A domandarselo sono Federconsumatori e Adusbef, che hanno già chiesto un incontro al ministro della Salute, Renato Balduzzi, per trovare soluzioni e risposte a questo quesito e ora annunciano anche di essere pronti a presentare esposti presso Corte dei Conti, Antitrust e Procure della Repubblica contro i danni provocati dalla “coalizione disinformativa contro la diffusione dei farmaci equivalenti molto forte nel nostro Paese e funzionale agli interessi delle multinazionali del farmaco”.

A questo, infatti, sarebbe legato il divario, secondo i due presidenti delle associazioni di consumatori, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. “Abbiamo anche il sospetto che, su tale questione, vi possano essere fenomeni di comparaggio da parte di soggetti, anche istituzionali, presenti nel settore”, affermano ancora.

Secondo Federconsumatori e Adusbef, si tratta di una situazione che avrebbe comportato “gravissimi i danni” alle famiglie e al Sistema sanitario nazionale “stimabili, secondo i calcoli dell’Onf (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), nel decennio trascorso, in 5,4 miliardi di euro. Risorse che avrebbero potuto, ad esempio, essere utilizzate per diminuire i tempi di attesa per gli esami specialistici, grave piaga della sanità nel nostro Paese”.

Alla luce di questi “gravi danni causati al Paese ed ai cittadini”, Trefiletti e Lannuti annunciano un esposto alla Corte dei Conti e all’Antitrust, e di avere dato mandato alle consulte legali delle associazioni di valutare il coinvolgimento delle Procure della Repubblica.

23 agosto 2012 

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