Fnomceo, film ‘Venditore medicine’ e’ amarcord, oggi sistema controllato.

Fnomceo, film ‘Venditore medicine’ e’ amarcord, oggi sistema controllato.

Roma, 22 apr. (Adnkronos Salute) – "Il film ‘Il venditore di medicine’ è un ‘amarcord’. Il settore farmaceutico e le prescrizioni sono da anni sottoposte a un’attività di vigilanza molto rigida. Il sistema dei regalini e dei viaggi promessi dagli informatori ai medici in cambio delle prescrizioni dei loro farmaci è un fenomeno vetusto". Ad affermarlo all’Adnkronos Salute è Amedeo Bianco, senatore del Partito democratico e presidente della Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, commentando l’uscita in sala il 29 aprile del film ‘Il venditore di medicine’ di Antonio Morabito, presentato oggi a Roma dal regista e dal cast.

Bianco si dice pronto a vedere il film, anche se "purtroppo vado poco al cinema perché ho poco tempo – osserva – E’ chiaro che possono esserci delle sacche di corruzione nel sistema, ma descrivere il lavoro del medico nei termini in cui fa il film è vetusto. Oggi – aggiunge – la realtà è più moderna e complessa. Ci sono colleghi che devono rimborsare anche 300 euro di tasca loro solo perché hanno prescritto tre confezioni in più di medicine rispetto a quanto stabilito dalle procedure".

“Così speculano sulla salute"

Il mondo farmaceutico ha protestato con lettere d’insulti da parte di medici e informatori, mentre a tre giorni dal primo ciak di “Il venditore di medicine”, il direttore sanitario di un ospedale di Bari ha revocato il permesso di girare. Eppure la corruzione dei medici per vendere più farmaci da parte delle case farmaceutiche è qualcosa che riguarda tutti noi. Ma non se ne parla quasi mai: «Perché le case farmaceutiche sono quelle che fanno molta pubblicità ovunque, per questo il film rompe un tabù», chiosa Marco Travaglio, nei panni di un tremendo primario nel film di Antomo Morabito, dal 29 nei cinema, interpretato da un torvo Claudio Santamaria.

Santamaria, chi è il suo informatore medico?

È l’ultima ruota del carro, il braccio. Non è neanche il rampante che cerca raggiungere un certo status, ma uno che vive in un meccanismo perverso dove il carnefice è anche vittima.

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