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I soliti piagnistei e le vere responsabilità delle aziende farmaceutiche

Cari colleghi questa settimana vorrei approfondire alcune tematiche fra di loro apparentemente scollegate ma che trovano una unica vera fonte di partenza.
 
In molti avrete letto delle presunte tangenti al Senatore Cursi, necessarie per aumentare il costo dei farmaci di una nota azienda tedesca , notando anche come dagli interrogatori relativi a tale indagine sia venuto a conoscenza dei più ,un mondo farmaceutico sconosciuto, in cui le esigenze della salute dei pazienti non vengono minimamente prese in considerazione ,mentre gli aspetti del guadagno e del profitto sono l’unica vera preoccupazione dei dirigenti di questo settore.
 
La costruzione di un sistema di comparaggio con le librerie (se venissero ampliate le indagini in tale settore sicuramente se ne vedrebbero delle belle) sono la punta di iceberg nascosto. Quante aziende farmaceutiche opererebbero come descritto nell’articolo del Corriere della Sera del 26 marzo 2010? Ecco il sistema: “Spiegano ai pm il mistero alcuni dirigenti interni o responsabili regionali degli informatori scientifici, raccontando come chi non raggiungeva i budget prefissati venisse convocato e denigrato in pubblico: «La direzione commerciale ci chiese di stipulare una sorta di accordo nel quale la remunerazione del medico era in funzione al numero di pazienti che il medico procurava» nel mercato degli ormoni della crescita, conteso tra pochi prodotti e quasi tutti uguali, dove dunque era cruciale «fidelizzare» quanti più possibili fra i 650 specialisti del ramo”.
 
Insomma senza essere Pico della Mirandola non ci vuol molto per capire che in molte aziende i cosiddetti tagli occupazionali altro non sono che un metodo di selezione del personale. Chi corrisponde a certe metodiche di marketing e di omertà al sistema, rimane. Gli altri fuori.
 
Anche la creazione di linee di prodotti maturi nelle aziende a cosa servono? A creare nuove opportunità professionali ove inserire nuovi isf in un mercato oramai maturo e remunerativo o cosa? Oppure a ghettizzare quanti non corrispondono a certe caratteristiche? O, peggio ancora, a preparare un pacchetto di lavoratori per inviarli verso una sede senza ritorno ?
 
E cosa dire poi delle trionfalistiche esternazioni del gotha farmaceutico che in una intervista presente nella rassegna stampa dell’Aifa all’indirizzo web http://www.ecostampa.com/Servizi/RasClienti/imgrsnew.asp?numart=QOI3D&annart=2010&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey=B1Q4U2DE19V29&video=0 ancora dipingono un mondo in cui gli industriali del farmaco sembrano dei benefattori della umanità, senza macchia e senza alcuna colpa.
 
Ma dove viviamo ?
 
Credete veramente che siamo tutti degli imbecilli ?
 
E quanto sta continuando ad accadere nel settore con continue dismissioni di personale, con un aumento esponenziale della conflittualità fra aziende e lavoratori che sfociano sempre più in contenziosi giudiziari (sempre più in aumento) ed i continui scandali che ogni giorno appaiono sui giornali e sui media cosa dicono ?
 
Lascio ad ognuno le proprie considerazioni, ma evitiamo falsi perbenismi e poi cari colleghi, basta con i piagnistei e cominciamo ad agire come molti stanno già singolarmente facendo.
 
Umberto Alderis

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