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LETTERE ALLA REDAZIONE. Reazioni di indignazione da parte delle associazioni consumatori all’indirizzo della classe medica e varie sulla spesa farmaceutica.

Recentemente abbiamo avuto modo di assistere alle contestazioni mosse da alcune associazioni in difesa dei cittadini relativamente al problema del risparmio sulla spesa farmaceutica e la promulgazione delle leggi in merito. 

Se ci soffermiamo alla semplice lettura apparsa nei giorni scorsi sulla stampa e accettiamo passivamente quanto ci viene propinato senza una minima conoscenza delle problematiche, tutto ok ma, se vogliamo andare oltre la punta del dito e osservare per intero la luna, le cose cambiano, e come se cambiano.

Le verità spesso sono, non sappiamo se ad arte, occultate. Come dire se scoperchiamo la pentola chissà cosa viene fuori.

È nostro insindacabile diritto pretendere di non essere più trattati come animali da soma con l’anello al naso e, una volta per tutte far chiarezza sui reali problemi che affliggono la nostra sanità.

Per dare idea dell’errore che tali associazioni/federazioni commettono, poiché alimentano l’ignoranza del cittadino, non facendo chiarezza sulle reali cause del problema,  faccio l’esempio del medico sprovveduto che si ostina a curare la malattia senza aver ascoltato attentamente il paziente.

In questo caso il paziente è la sanità e il suo male è l’eccessiva spesa che genera per il suo sostentamento.

Un buon osservatore dovrebbe conoscere le varie voci che generano la spesa sanitaria e come questa viene ripartita.

Abbiamo compreso che le ragioni che  in queste ultime ore inducono all’indignazione e allo scandalo verso il mondo medico  sono le resistenze di questi ultimi, al rispetto di queste leggi recentemente promulgate in materia di contenimento della spesa e all’obbligo ad essi imposto sulla prescrizione dei farmaci, collocando il professionista in una scomoda posizione che possiamo definire truffaldina o, di connivenza con le industrie per non meglio definiti interessi personali.

Per far chiarezza, la spesa farmaceutica impegna circa il 16% di un totale fatto 100,  dell’intera spesa generata dalla sanità nel globale.

In pratica potremmo considerare questo 16% come il classico sassolino  nella scarpa che ci crea disturbo.

Se fosse così semplice, i

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