Obiettivi ministeriali, rischio Grande fratello sui dati sanitari cittadini

Obiettivi ministeriali, rischio Grande fratello sui dati sanitari cittadini

Cari Italians, è comparsa (purtroppo solo per poche ore) alla ribalta della stampa la notizia che il vaccino contro il ceppo B del batterio della meningite (responsabile della maggior parte delle meningiti infantili in Italia) è ora disponibile, grazie al lavoro di ricerca di un team guidato dal dott. Rappuoli, che opera all’interno di una nota multinazionale del farmaco. L’articolo che ha gettato le basi per questo grande successo medico è stato pubblicato su “Science” nel 2000. Ci sono voluti altri 13 anni di lavoro perchè il traguardo fosse raggiunto, anni di grandi spese senza alcuna certezza del risultato. Dico questo perchè molto spesso quando ci si lamenta dell’alto prezzo dei farmaci, non ci si rende conto di quello che ci sta dietro. Certo, le multinazionali spesso dimostrano una grande rapacità; certo, spesso si sente delle truffe che loro combinano ai danni della salute della gente, nascondendo dati negativi sugli effetti collaterali dei farmaci; ma al di là delle illegalità, non dobbiamo dimenticare che le aziende farmaceutiche non sono onlus, ma aziende che devono trarre profitto da quello che producono e vendono, ed è giusto che sia così, nei limiti dell’etica e dell’onestà imprenditoriale. Senza questi profitti, non si può finanziare per molti anni un progetto potenzialmente fallimentare e portarlo avanti; ora che è stato ottenuto il risultato, è giusto che questa azienda rientri dei soldi che ha speso, e accumuli un capitale, che deve servire a finanziare nuova ricerca. Questa stessa multinazionale, ad aprile ha perso la causa contro un’azienda farmaceutica indiana che ha prodotto un farmaco anticancro a basso prezzo copiando il brevetto della multinazionale stessa, probabilmente costato altrettanti anni di spese e fatica. Quale voglia può avere di continuare ad investire in progetti di punta, ad alto rischio di insuccesso, se sapesse di non poter godere del frutto dell’onesto lavoro di centinaia di suoi ricercatori?

Anna Marabotti, anna.marabotti@libero.it

3 luglio 2013

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