Si è aggravata la condizione dell’ISF ricoverato a Cosenza per coronavirus. In quarantena 60 medici di base che hanno avuto contatti con l’ISF: 70.000 cittadini senza medico

Si è aggravata la condizione dell’ISF ricoverato a Cosenza per coronavirus. In quarantena 60 medici di base che hanno avuto contatti con l’ISF: 70.000 cittadini senza medico

Cambia il quadro clinico dell’ISF ricoverato da venerdì sera all’ospedale di Cosenza. Il sindaco Manna: “Condizioni peggiorate”

Si sono aggravate nella notte le condizioni dell’informatore scientifico, residente a Rende, ricoverato venerdì sera all’ospedale di Cosenza e risultato positivo, insieme alla moglie, dopo aver effettuato il test per il coronavirus. 

“Purtroppo ho saputo che rispetto a ieri il quadro clinico è cambiato e che l’uomo ha avuto un peggioramento da un punto di vista respiratorio” ha detto il sindaco di Rende, Marcello Manna, che ha anche aggiunto che in queste ore i controlli sul territorio si sono intensificati.

“Abbiamo appena terminato una riunione operativa con le forze dell’ordine” ha affermato a Cosenza Channel il sindaco, Marcello Manna. “Stiamo lavorando 24 ore su 24 per far sì che le norme di sicurezza siano rispettate da tutti”.

La moglie dell’informatore scientifico, trasferita nel reparto Terapia Intensiva, non versa in gravi condizioni, mentre la figlia della coppia, che non presenta sintomi, resta in quarantena con sorveglianza attiva. Al momento i casi confermati in Calabria affetti da Covid-19 sono nove. [fonte: Cosenza Channel – 9 marzo 2020]

Come anticipato questa mattina sul nostro giornale (n.d.r.: Qui Cosenza) sono stati messi in quarantena i medici di base che hanno avuto contatti con l’informatore scientifico risultato positivo al Coronavirus

COSENZA – Sessanta medici di famiglia a Cosenza sono stati posti in quarantena dopo aver avuto contatti, negli ultimi giorni, con un informatore farmaceutico risultato positivo al nuovo coronavirus. Come anticipato stamattina dalla redazione di Quicosenza, ora è arrivata la conferma da parte di Silvestro Scotti, segretario della Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg). La situazione rilevata è preoccupante. A seguito della quarantena per questi 60 colleghi, infatti, circa 70mila cittadini calabresi da oggi si ritroveranno sprovvisti del medico di base. Secondo quanto si è appreso si tratterebbe, di numerosi medici fra Cosenza, Rende, Rogliano, Luzzi e altri centri della provincia. Resteranno chiuse pertanto le strutture ambulatoriali dei medici interessati.

Ha spiegato all’AdnKronos SaluteEugenio Corcioni, presidente dell’Ordine dei medici di Cosenza, che è convinto che “la professione di informatore farmaceutico, in questa fase, dovrebbe essere sospesa, perché il rischio di ‘mettere fuori gioco’ un cospicuo numero di medici c’è”

Allo stato dai dati forniti dalla Protezione civile nazionale risulta che sono 9 le persone contagiate in Calabria e 113 i tamponi eseguiti. Disposizioni per chi è rientrato dal Nord e il video di Jole Santelli che sottolinea come la Calabria non sia in grado di reggere ad un emergenza come questa


Nota: La direttiva inviata dal Viminale ai prefetti: prevede: “La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica)”.

Uno dei principali obblighi messi a carico dell’azienda dalla legge [Art. 2087 cod. civ.] è, infatti, l’obbligo di sicurezza del lavoratore

Testo unico delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro

La violazione di singoli obblighi previsti dal testo unico espone l’azienda al rischio di sanzioni. Inoltre, se si verifica un infortunio o una malattia professionale e si dimostra che l’azienda non è in regola con la sicurezza, il datore di lavoro rischia:

  • una condanna penale per omicidio colposo o per lesioni, a seconda che l’infortunio o la malattia professionali siano mortali o meno;
  • una condanna per risarcimento del danno al dipendente, che sarà pari alla differenza tra il danno complessivamente subito e la quota già indennizzata dall’Inail.

Inoltre il diritto alla salute è un diritto soggettivo assoluto. A presidio del rispetto di tale obbligo vi sono anche norme penali, contenute nel codice penale (artt. 437, 451 c.p.) ed in numerose leggi speciali.

 

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