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Takeda e Nycomed si fondono e tagliano

Francesco Prisco

Altri tagli al personale in vista per il comparto farmaceutico: la fusione tra Takeda Italia Farmaceutici e Nycomed spa porterà infatti alla chiusura della sede milanese della seconda azienda, dove oggi lavorano 42 dipendenti.

E così si prospetta «una procedura di riduzione di personale», sulla base della Legge 223/91 che regola la mobilità, «che verrà implementata antecedentemente all’efficacia della fusione».

Lo si apprende da una lettera inviata dalle due società alle parti sociali lo scorso 28 giugno per fare il punto sul piano di incorporazione che porterà, in tutta probabilità già a partire dall’1° dicembre di quest’anno, alla nascita di Takeda Italia spa, un nuovo soggetto comunque costola operante in Italia della big pharma giapponese.

Il senso dell’operazione, si legge nella missiva, è «concentrare e razionalizzare le risorse delle socetà coinvolte». Con ovvi impatti occupazionali: «La chiusura della sede di Milano della società incorporante (mentre resteranno operativi lo stabilimento di Cerano e gli uffici di Roma della società incorporata), la duplicazione di ruoli professionali e la sovrapposizione di prodotti farmaceutici e di informatori snelle stesse aree geografiche, con conseguenti possibili eccedenze di personale».

Per Fabrizio Rigoldi [nella foto] di Ugl chimici Lombardia: «Siamo di fronte all’ennesima riduzione di posti di lavoro nel distretto farmaceutico lombardo e nel settore dell’informazione scientifica, che ha già perso circa 15mila lavoratori soltanto negli ultimi cinque anni».

04-07-2012  Il Sole 24 Ore

 

Nycomed spa,

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