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Cattani (Farmindustria): “Preparatevi ad un aumento del prezzo dei farmaci”

In un’intervista al Corriere della Sera del 30 marzo, Marcello Cattani, Presidente Farmindustria, lancia l’allarme: “quest’anno per effetto delle dinamiche internazionali potrebbe esserci un aumento del prezzo dei medicinali”.

“Si prevedono maggiori costi industriali – continua Cattani – fra energia, manifattura e trasporti, poi si aggiungono le materie prime che vanno sommate all’incremento del 30% che già abbiamo registrato dal 2021 a oggi”

Secondo Cattani se la guerra in Medio Oriente durerà a lungo rischiamo anche una carenza di farmaci salvavita come gli anticoagulanti, ma anche i neurolettici e i farmaci per la pressione, tutti di ampia diffusione con un rimborso molto basso dal sistema sanitario nazionale. Con l’aumento dei costi e i ritardi nelle forniture diventa complicato mantenere la produzione alta in Italia e nel resto d’Europa. La logistica tornerà a essere un elemento critico.

L’Italia è il quinto Stato per valore dell’export dopo Germania, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio. L’impatto può essere sistemico, avverte Cattani, ed estendersi ad aree esterne al conflitto. Ma ancora più cogente è la clausola Mfn americana (Most-Favoured-Nation, Nazione più favorita) che entrerà in vigore nei prossimi mesi. Negli Stati Uniti il calo dei prezzi potrà essere tra il 20% e il 60%, in Europa ci si aspetta un aumento analogo, in compensazione. Gli Usa sono il primo mercato, afferma Cattani, non possiamo non esserci. E l’Europa non è indipendente, sconta un ritardo nella ricerca.

Per Cattani è urgente in Italia la riforma del Testo unico farmaceutico. Siamo contrari alla proposta di una clausola di salvaguardia e alla revisione del prontuario terapeutico per tagliare i prezzi, già più bassi di Spagna, Francia e Germania, oltre che al payback. Apprezziamo ciò che il governo ha fatto finora, ma bisogna dare all’Italia un percorso “early access” all’innovazione. La disponibilità di un farmaco o un vaccino dev’essere immediata, appena c’è l’autorizzazione dell’Ema, senza la valutazione di ogni singola regione.

Bisogna abolire i prontuari regionali, è tutto già nelle competenze dell’Aifa, che va semmai potenziata. Non si possono aspettare 14 mesi per un farmaco. Poi va misurato e riconosciuto all’industria farmaceutica il valore dell’innovazione

Per il prezzo dei farmaci bisogna calcolare il vantaggio potenziale. Per esempio: quanti letti posso ridurre se accolgo queste terapie innovative nei prossimi cinque anni? Cambia l’approccio, da una negoziazione sul minor prezzo al “value based”. Bisogna seguire una logica di valore, non di costo, aumentando l’efficienza e la prevenzione. Oggi, conclude Cattani, ci si focalizza su farmaci e vaccini. Bisogna concentrarsi sul restante 85% della spesa in sanità: chirurgia, personale, ospedali. La spesa destinata alla sanità dovrebbe essere più alta, come la spesa per la difesa

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Redazione Fedaisf

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