Cina, ruolo chiave nel mercato farmaceutico dei generici. Criticità in coincidenza con l’epidemia di Coronavirus: 3 mesi di scorte

Cina, ruolo chiave nel mercato farmaceutico dei generici. Criticità in coincidenza con l’epidemia di Coronavirus: 3 mesi di scorte

Coronavirus: Assogenerici, “Stock di principi attivi per almeno 3 mesi di produzione”

Assogenerici – 19 febbraio 2020

Roma, 18 febbraio 2020«Non esiste un rischio immediato di interruzione improvvisa della fornitura di medicinali sul mercato nazionale, tuttavia servirà ancora qualche giorno per avere un quadro chiaro della situazione produttiva in Cina e valutare appieno i potenziali rischi futuri, al di là delle già emerse difficoltà nel trasporto delle merci».

Così il presidente Assogenerici, Enrique Häusermann, sintetizza il quadro delle criticità per il comparto produttivo farmaceutico in coincidenza con l’epidemia da nCoV-2019 che sta sconvolgendo il gigante asiatico.

Come è noto la Cina è di gran lunga il principale fornitore mondiale di intermedi di sintesi per la produzione di principi attivi destinati all’industria farmaceutica, soprattutto per alcuni medicinali essenziali come antidolorifici o antibiotici. Quindi un blocco della produzione potrebbe avere un impatto sulla produzione globale. Le provincie di Hubei e Zhejian ospitano oltre 100 impianti produttivi.

«Dai dati diffusi anche dall’Associazione europea dei produttori di generici e biosimilari – afferma ancora il presidente Assogenerici – lo stock di principi attivi attuale copre in media 3 mesi di richiesta produttiva per il prodotto finito ed è probabile che esistano scorte aggiuntive accumulate in previsione del tradizionale stop produttivo coincidente con la celebrazione del capodanno lunare vista della celebrazione del capodanno cinese. Se l’attuale situazione, soprattutto nei rallentamento dei trasporti, dovesse prolungarsi non si possono escludere impatti futuri sull’approvvigionento».

«Le nostre aziende stanno già assicurando la massima collaborazione alle autorità regolatorie nell’attività di monitoraggio e di condivisione delle informazioni inerenti la ripresa delle attività produttive in Cina – conclude Häusermann . – E va comunque sottolineato che autonome misure nazionali, fuori da un coordinamento europeo, potrebbero provocare effetti negativi e frizioni sull’intera supply chain farmaceutica. Riteniamo quindi fondamentale mantenere la gestione dell’argomento all’interno del contesto europeo».

Notizie correlate: Generici. La produzione farmaceutica mondiale è per lo più in Cina e India ed è un problema per le autorità sanitarie occidentali

L’INDIA VALUTA UN BLOCCO DELL’EXPORT DI MEDICINALI. Pericolo per le forniture mondiali

Nuova Delhi, 20 feb 09:31 – (Agenzia Nova) – Shaktikanta Das, governatore della Reserve Bank of India (Rbi), la banca centrale, ha dichiarato di aspettarsi un impatto limitato dell’epidemia di coronavirus sull’economia nazionale. Tuttavia il banchiere si attende un rallentamento della crescita globale ed effetti negativi su alcuni settori in particolare, come le industrie farmaceutica ed elettronica, dipendenti dalle importazioni cinesi. Das ha riferito che la maggior parte delle case farmaceutiche ha scorte per tre-quattro mesi e che le forniture di materie prime non dovrebbero subire interruzioni, pertanto la situazione è gestibile, anche se deve essere tenuta sotto stretta osservazione. Il ministro delle Finanze dell’India, Nirmala Sitharaman, ha incontrato l’altro ieri i rappresentanti della comunità d’impresa per valutare la situazione e ha annunciato che il governo prenderà alcune misure per limitare l’impatto. In India sono stati diagnosticati tre casi di coronavirus, tutti nello Stato del Kerala e tutti in giovani che studiavano in Cina; i tre pazienti sono guariti e sono stati dimessi, il terzo oggi. A questi casi si aggiungono quelli di sei indiani risultati positivi ai test in Giappone, a bordo della nave da crociera Diamond Princess.

 

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