Contratti. Cgil contro i chimici: Camusso non vuole 148 euro in più in busta paga

Contratti. Cgil contro i chimici: Camusso non vuole 148 euro in più in busta paga

Roma – Rinnovamento è parola buona ad ogni latitudine, politica e sindacale. Della prima si dice tutto e di tutto, della seconda poco o nulla eppure varrebbe la pena misurarla questa geografia tanto per capire perché il tessuto produttivo nazionale ristagni in acquitrini di divieti così paludosi da rendere impossibile qualsiasi trasformazione. La storia ripresa da blitzquotidiano.it.

Sabato scorso le associazioni imprenditoriali Federchimica, Farmindustria, entrambe aderenti a Confindustria, e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, hanno firmato un accordo d’intesa per la stipula dei nuovi contratti di lavoro 2013-2015 nel settore chimico-farmaceutico. Un’area che impiega 190.000 lavoratori, 1600 aziende il cui 90% è piccolo-media impresa. Roba delicata in tempo di crisi.

L’accordo è ottimale nel senso che pare contentare tutti a partire dai dipendenti del settore i quali si trovano con 148 euro in più in busta paga, passando dai precedenti 3.367 a 3.466 euro. Inoltre l’ipotesi, a totale carico delle imprese, è che si aggiungano anche 0,20% di incremento sulla previdenza complementare del settore e un incremento di indennità di 3 euro per i lavoratori in turno notturno. In cambio alcune modifiche alla contrattualistica in materia di flessibilità e rioganizzazione del settore: a) La formazione di una Commissione nazionale che studi nuovi modelli di partecipazione in relazione all’attuale situazione delle imprese, in coerenza con le potenziali novità legislative in corso; b) L’introduzione a livello aziendale di una Commissione paritetica aziendale sulle relazioni industriali, secondo modelli già in uso in alcune realtà di impresa, tipo Eni e Zambon. Roba tecnica che tradotta dal sindacalese suona così: la possibilità di accettare futuri accordi su questioni specifiche anche qualora esse non siano curate dallo Statuto dei lavoratori. Insomma, ci si consulta tra parti del settore a seconda della bisogna di ogni realtà aziendale.

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