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Dopo i fatti di Firenze gli informatori chiedono un albo

 

 

 Molte le reazioni all’inchiesta di Firenze su una presunta associazione per delinquere tra medici specialisti e industrie multinazionali farmaceutiche. Patrizio Mondì, presidente dell’Associazione Italiana Informatori Scientifici del Farmaco esprime «la più ferma condanna al compimento di condotte illecite volte ad ottenere arricchimenti, aziendali o personali, realizzati alle spalle dell’ammalato. Il farmaco è, e deve restare, uno strumento per curare, non un bene di consumo. Auspico» continua Mondì «che gli ordini professionali dei medici e dei farmacisti, e le associazioni delle aziende del farmaco, sappiano isolare eventuali comportamenti illeciti posti in essere da propri componenti. Nel contempo esprimo l’auspicio che il legislatore voglia immaginare la costituzione di un Albo professionale degli Informatori Scientifici del Farmaco, affinché anche all’interno della nostra categoria possa essere rafforzato il sistema di controllo e di autodisciplina, nell’interesse primario della salute umana».

Farmacista33 – 5 ottobre 2010 – Anno 6, Numero 168

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