Interrogazione al Senato. SCILIPOTI- Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia.

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ROMA – La spesa farmaceutica convenzionata è passata da un incremento medio annuo dell’1,2% nel periodo 2002-2006 a una riduzione del 3,1% nel periodo 2006-2010, riducendo il suo peso percentuale sulla spesa sanitaria totale dal 12,5% al 9,9% nel 2010. Nel triennio successivo tale dato si è ulteriormente ridotto, evidenziando un tasso di variazione medio annuo negativo pari addirittura a -8,5%. A questo punto il peso percentuale della spesa farmaceutica convenzionata sulla spesa sanitaria nell’anno 2012 è pari all’8,3%. «Tale performance – osserva la Ragioneria – è principalmente il risultato degli strumenti di monitoraggio e di governance della spesa farmaceutica convenzionata progressivamente introdotti». In primo luogo, la previsione di un tetto alla spesa farmaceutica convenzionata, fissato al 13,1% per l’anno 2012, con un meccanismo di recupero automatico a carico delle aziende farmaceutiche dell’eventuale sforamento del tetto. In secondo luogo ha giocato positivamente la predisposizione di un sistema di monitoraggio delle prescrizioni farmaceutiche, attraverso la tessera sanitaria. Molto ha contato l’introduzione, sia nelle Regioni sotto piano di rientro che nelle altre, dei ticket farmaceutici.

3 giugno 2013 | Corriere della Sera.it  Salute

 

 

 

 

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