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La regione Emilia Romagna lancia gli Stati Generali della salute

Un confronto aperto per decidere "quale sanità per i prossimi anni"

“Gli Stati Generali della Salute della Comunità sono diretti ad un confronto con i professionisti, le istituzioni, i territori, la comunità scientifica e i cittadini, mentre prosegue il dialogo con le rappresentanze sindacali, per arrivare a un progetto condiviso sulla sanità di domani, diffusa e sostenibile. Si sviluppano con una serie di incontri distribuiti nell’arco dei mesi di novembre e dicembre 2022 e sono orientati all’ascolto degli interlocutori coinvolti. Gli esiti saranno portati in Assemblea legislativa.” IL CARTELLO

La Regione Emilia Romagna, guidata dal Presidente Stefano Bonaccini, si interroga su “Quale sanità per i prossimi anni” in un momento molto particolare, “nella convinzione che un sistema di qualità rimarrà tale se sarà capace di trasformarsi e innovare, partendo dai principi fondanti di universalità e di forte prevalenza del pubblico.”

“Nasce da qui l’idea di lanciare gli Stati generali della salute in Emilia-Romagna, un percorso che punta al confronto con chi la sanità la fa e la vive giorno per giorno. Con i professionisti che vi lavorano: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, ricercatori e giovani specializzandi, tecnici e amministrativi, farmacie, medicina convenzionata, le Università e la comunità scientifica, naturalmente i territori e i cittadini. Ancora: insieme ai sindaci, ai rappresentanti del volontariato, a chi quotidianamente sul territorio è impegnato per rendere praticabile il diritto alla salute, fino ai firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima. Mentre, parallelamente, prosegue il confronto con i sindacati del comparto.

Un metodo di lavoro che punta ad arrivare, al termine degli Stati generali, a un progetto condiviso su come dovrà essere la nuova sanità.”

“Un confronto a tutto campo su come innovare il modello organizzativo di sanità, per garantire risposte nuove a nuovi bisogni di assistenza e di cura, resi ancora più evidenti dopo la pandemia.”

Occorre fare i conti, è il caso di dirlo, con il progressivo invecchiamento della popolazione, con una forte domanda di salute e quindi con il problema delle liste di attesa per visite specialistiche, interventi chirurgici di media-bassa intensità, adeguamento e avanzamento della dotazione tecnologica.

E’ necessario affrontare il nodo della emergenza-urgenza, che andrà potenziata e riorganizzata.  Da affrontare e risolvere il “grande problema della carenza di medici specialisti, in particolare nel settore della emergenza-urgenza, cui si aggiunge quella dei medici di medicina generale e di personale infermieristico”.

Su tutto questo è impossibile non porsi un interrogativo sulla sostenibilità economica. Lo shock anche economico provocato dalla pandemia ha visto aggiungersi il problema del caro-bollette non coperte dallo Stato. Quindi un tema di sostenibilità presente e futura.

E’ partito il primo giro di consultazioni il cui termine è previsto entro Natale. Gli esiti del confronto saranno portati all’Assemblea legislativa regionale e guideranno i passi successivi.

Il cartello della Regione Emilia-Romagna


N.d.R. – Brilla l’assenza degli Informatori Scientifici del Farmaco tra gli operatori sanitari coinvolti nella consultazione. Crediamo che gli Informatori di Fedaiisf, che hanno un tavolo di lavoro aperto con la Regione Emilia Romagna, debbano esserci. Se si parla di qualità della cura, e la parola viene pronunciata più volte, non si possono trascurare degli operatori sanitari, ancora non riconosciuti formalmente, che rappresentano un tramite essenziale tra i clinici e l’industria farmaceutica.

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