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Medici, diffidate dei farmaci troppo sponsorizzati. Non sono quasi mai i migliori

Se gli sforzi delle farmaceutiche per conquistarsi la fiducia degli specialisti sono eccessivi, c’è qualcosa che non va. Tra i 25 farmaci che hanno richiesto i maggiori investimenti per la loro promozione non ci sono medicinali particolarmente efficaci. L’analisi sul British Medical Journal

Chi produce farmaci ha tutto l’interesse a venderli. Così impongono le regole del mercato. Ma di fronte agli sforzi eccessivi per la promozione di un prodotto, i medici dovrebbero farsi venire qualche sospetto e non fidarsi troppo delle proprietà vantate dal medicinale in questione. Almeno così la pensano due ricercatori di Yale, Tyler Greenway e Joseph  Ross, dopo avere confrontato tra loro due parametri indicativi: i soldi investiti (lecitamente) dalle aziende per conquistarsi i favori dei medici e il valore del farmaco promosso. Le due cose non vanno di pari passo: ad un iImmagine correlatanvestimento maggiore non corrispondono farmaci più efficaci, innovativi o meno costosi.

I due scienziati hanno consultato l’archivio dell’Open Payments Database, la piattaforma del governo Usa che dal 2013 rende accessibili a tutti i dati sui pagamenti delle farmaceutiche. Il motore di ricerca permette di conoscere quanti soldi ogni azienda ha destinato, a un singolo medico o a uno specifico ospedale universitario. Quando parliamo di soldi, è bene specificarlo,  in realtà ci riferiamo a una lista di offerte tra cui ospitalità agli eventi internazionali, inviti ai congressi, gettoni di presenza ai convegni, consulenze, pasti pagati ecc… La legge impone alle farmaceutiche di rendere pubblico qualunque versamento ai medici superiore ai 10 dollari o ai 100 in totale.

Greenway e Ross si sono messi quindi a cercare i farmaci più sponsorizzati dalle farmaceutiche tra l’agosto del 2013 e il dicembre del 2014. E si sono ritrovati tra le mani una lista di 25 medicinali particolarmente “coccolati” dalle aziende. Erano prodotti veramente utili?

Per stabilire il valore di ogni trattamento i due ricercatori sono ricorsi a cinque indicatori: innovazione, efficacia e sicurezza, accessibilità, utilizzo come farmaco in prima linea e valore clinico.  Riconoscere quest’ultimo parametro è l’operazione più semplice: basta andare a vedere se è compreso nella lista delle medicine essenziali dell’Organizzazione Mondiale della sanità.

IRisultati immagini per Open Payments Database due ricercatori di Yale si sono procurati anche i dati delle 25 medicine più vendute e di quelle più prescritte tra il 2013 e il 2014.

E, tirando le somme di tutte le informazioni, hanno potuto affermare sulle pagine del Bmj , che è molto più probabile che i parametri di efficacia, sicurezza, accessibilità, innovazione vengano soddisfatti dalle medicine più vendute e più prescritte, piuttosto che da quelle maggiormente promosse dalle case che le producono. Per esempio, nella lista dell’Oms compare solamente un farmaco dei 25 medicinali più sponsorizzati , mentre se ne trovano nove delle medicine più vendute e 14 di quelle più prescritte.

Non solo: i medicinali la cui promozione è economicamente più impegnativa per le aziende non sono quasi mai trattamenti di prima linea, non sono particolarmente innovativi né accessibili, visto che l’equivalente generico esiste nel 63 per cento dei casi.

«Questi risultati – sostengono i ricercatori – sollevano preoccupazioni sugli obiettivi della promozione farmaceutica e sulla loro influenza sulle cure. Sono necessari maggiori sforzi per valutare meglio il valore dei farmaci, assicurandosi che questa informazione sia rapidamente disponibile a chi stabilisce le cure per garantire le scelte migliori e promuovere le medicine migliori».

Redazione Fedaiisf

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