Ormoni della crescita a bambini: “I medici prendevano mazzette”

Ormoni della crescita a bambini: “I medici prendevano mazzette”

Continua l’inchiesta delle Iene in merito alla somministrazione di ormone della crescita a bambini che non ne hanno bisogno. Secondo quanto riportato nel servizio, i medici ricevevano "tangenti" sotto forma di regali, viaggi, bonifici o sovvenzioni per convegni in cambio di pazienti messi in cura con i farmaci.

Prescrivevano l’ormone della crescita a bambini che non ne hanno bisogno. Della vicenda, che riguarda case farmaceutiche, informatori scientifici e medici “conniventi”, si occupa l’inchiesta della Iena Nadia Toffa, che indaga su una serie di presunte "tangenti" versate sotto forma di viaggi e bonifici dagli informatori scientifici ai medici in cambio di "clienti". L’inchiesta prende spunto dalla lettera di una madre che racconta la storia della figlia, in cura con l’ormone della crescita per un male inesistente. Quando aveva 6 anni alla bimba era stato diagnosticato un deficit dell’ormone della crescita. Dopo tre anni di cure, non vedendo miglioramenti la donna ha deciso di chiedere un secondo parere e l’ha portata da un altro specialista. Ma al termine degli esami il secondo medico ha detto: "La bambina non ha bisogno di essere curata, dica all’ospedale di lasciare in pace sua figlia". Il test è stato ripetuto e la conferma è arrivata: la bambina non aveva bisogno di prendere l’ormone della crescita. La madre conclude dicendo: "Sapete cosa mi ha confessato l’ospedale? Che stavano facendo una prova!". Di storie come questa ne sono, purtroppo, venute alla luce altre. Gli informatori scientifici, in cambio di pazienti messi in cura, garantivano bonifici, regali, sovvenzioni per i convegni a favore dei medici. A sostegno dell’inchiesta vi è una lunga serie di documenti, tra cui mail scambiate tra informatori e medici e ricevute di bonifico che documentano i trasferimenti di fondi. La somministrazione dell’ormone della crescita in bambini che non ne hanno bisogno aumenta il rischio di sviluppare, da adulti, tumori all’intestino o al seno. Il consiglio per i genitori è quello di chiedere sempre un secondo parere, prima di somministrare medicine potenzialmente inutili al proprio bambino.

Guarda il servizio delle Iene

18-03-2013   

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