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“Farmaci fasulli per i Paesi poveri”

08/10/2012– LA DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE TORINESE DI VOLONTARI «RAINBOW FOR AFRICA»

L’inspiegabile morte di un giovane dopo un intervento aveva insospettito i medici

MARCO ACCOSSATO

TORINO

È l’ultimo affronto al Terzo Mondo: farmaci falsi per i Paesi poveri. Li hanno scoperti in Sierra Leone – e portati in Italia per analizzarli – i volontari di Rainbow for Africa, associazione torinese di medici, infermieri, ingegneri ed esperti informatici che opera nel campo della cooperazione internazionale.

Li hanno scoperti dopo l’inspiegabile morte di Moussa, un giovane di 35 chili sottoposto all’amputazione di una gamba: «Era il più debole dei nostri pazienti – racconta il dottor Paolo Narcisi, anestesista-rianimatore all’ospedale Cto di Torino e presidente dell’associazione -: nonostante le cure lo abbiamo perso, ma anche per gli altri ragazzi che abbiamo operato non riuscivamo a spiegarci le mostruose infezioni che stavamo curando e non reagivano alle cure in un luogo dove non dovrebbe esserci alcuna resistenza agli antibiotici». È nato un sospetto, presto diventato una drammatica certezza: in diversi farmaci destinati ai Paesi dell’Africa manca il principio attivo, in altri è la scarsità di eccipienti a rendere assolutamente inefficace il medicinale. «Per questo motivo – ha dedotto il dottor Narcisi – non riuscivamo a curare le infezioni, per questo motivo i pazienti avevano dolore dopo un intervento chirurgico nonostante gli antidolorifici, per questo la febbre non calava dopo aver somministrato paracetamolo». Per questo il giovane Moussa è morto, ucciso da un’infezione, malgrado l’operazione riuscita.

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