Primo Piano

Documento programmatico. Il Governo incrementa di 6 miliardi il fondo alla sanità in tre anni

Sono destinate al fondo per i farmaci innovativi e alla spesa per i vaccini e farmaci per arginare la pandemia COVID-19

Il Consiglio dei ministri ha approvato il “Documento programmatico di bilancio per il 2022”, che illustra le principali linee di intervento che verranno declinate nel disegno di legge di bilancio e gli effetti sui principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica.

Il Fondo Sanitario Nazionale viene incrementato, rispetto al 2021, di 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024. Nuove risorse sono destinate al fondo per i farmaci innovativi e alla spesa per i vaccini e farmaci per arginare la pandemia COVID-19. 

Il mondo politico e sanitario ha manifestato la sua soddisfazione rimarcando un’inversione di tendenza: dai tagli agli investimenti. Il Ministro Speranza ha detto: “La stagione dei tagli è definitivamente chiusa. La forza del nostro Servizio Sanitario Nazionale è la premessa per la ripartenza dell’Italia“. Anelli, Presidente FNOMCeO ha dichiarato: “La crescita progressiva del Fondo sanitario nazionale prevista per i prossimi tre anni è una boccata d’ossigeno per il sistema“. Silvestro Scotti: Importante impegno del ministro Speranza per la salute dei cittadini. Imperativo impiegare le risorse per valorizzare la medicina generale tramite il modello della Convenzione

Notizie correlate: Disegno di legge di bilancio 2022


Nota

Secondo i dati del Ministero della Salute, tra il 2001 e il 2019 – è  impreciso parlare di “Fondo nazionale sanitario” per indicare il totale del finanziamento pubblico alla sanità – il finanziamento del Ssn a carico dello Stato è (quasi) sempre cresciuto, passando da 71,3 miliardi di euro (a prezzi correnti) a 114,5 miliardi di euro. Nel 2010 questa cifra era di 105,6 miliardi di euro. Un calo si è registrato tra il 2012 e il 2013 (passando da 108 miliardi a 107 miliardi) e tra il 2014 e il 2015 (passando da 109,9 a 109,7 miliardi). In valori assoluti.

In un senso stretto del termine, dal 2001 a oggi – fatta eccezione per due anni – tagli in valori assoluti al finanziamento del Ssn da parte dello Stato non sembrano essercene stati. Nel decennio 2010-2019, il finanziamento pubblico del Ssn è aumentato complessivamente di 8,8 miliardi di euro, crescendo in media dello 0,9 per cento annuo, tasso inferiore a quello dell’inflazione media annua pari a 1,07 per cento, in pratica è stato sottofinanziato. Inoltre tra il 2010 e il 2019 il finanziamento pubblico al Ssn è complessivamente aumentato (di quasi 9 miliardi di euro, passando da 105,6 miliardi di euro a 114,5), ma ogni anno meno di quanto programmato negli anni precedenti per quelli successivi.

Come ha rilevato la Fondazione Gimbe in un rapporto del settembre 2019, dal 2010 all’anno scorso le risorse in più aggiunte di anno in anno sono state sempre minori rispetto a quelle programmate negli anni precedenti. In sostanza, “tagli” ci sono stati, se con questa parola si fa riferimento anche ai mancati aumenti attesi (o alla loro effettiva riduzione).

Dal 2010 a oggi il finanziamento rispetto al PIL è costantemente calato (secondo i dati Istat qui consultabili). Dieci anni fa, 105,6 miliardi di euro corrispondevano al 7 per cento della ricchezza nazionale; i 114,5 miliardi di euro del 2019 al 6,6 per cento. Un taglio, in valori rapportati al Pil, dello 0,4 per cento. Nel documento Programmatico del Governo si dice che la spesa sanitaria in rapporto al PIL si attesta in media sul 6,8% nel quinquennio 2017- 2021 (7,5% nel 2020 a causa degli interventi in ambito sanitario adottati per contrastare l’epidemia da Covid-19 e a causa della caduta dei livelli di PIL).

Secondo la Fondazione Gimbe è mancata la cifra di «37 miliardi di euro» che è composta da due voci: da un lato, tra il 2010 e il 2015 sarebbero stati “tagliati” 25 miliardi di euro «da varie manovre finanziarie»; dall’altro lato, si sarebbero persi «12 miliardi di euro nel 2015-2019, in conseguenza del “definanziamento” che ha assegnato meno risorse al Ssn rispetto ai livelli programmati, per l’attuazione degli obiettivi di finanza pubblica».

Alla Salute è dedicata la Missione 6 del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il Piano stanzia 15,63 miliardi in totale per le due componenti della Missione e cita l’approccio “One-Health” come riferimento per una riforma che definisca un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico. One health diventa l’unico paradigma possibile per favorire collaborazione tra diverse discipline e professionisti (medici, veterinari, ambientalisti, economisti, sociologi, etc.), per affrontare in modo sistemico i bisogni delle persone sulla base della relazione tra la loro salute e l’ambiente in cui vivono

Riferendosi alle sole risorse che vengono dal PNRR e quindi al netto del Fondo complementare per la Missione 6 Salute del PNRR sono stanziati 15,63 miliardi, così divisi tra le due componenti della Missione:

  1. Reti di prossimità, strutture intermedie (Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità) e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale: 7 miliardi di stanziamenti
  2. Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale: 8 miliardi e 63 milioni di euro

Allineare i servizi ai bisogni di cura dei pazienti in ogni area del Paese; migliorare le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche; promuovere la ricerca e l’innovazione e lo sviluppo di competenze tecnico-professionale, digitale e manageriali del personale“. Questa la strategia generale tracciata dal PNRR in tema di Salute.

Notizie correlate: Rapporto GIMBE: a rischio sostenibilità il nostro SSN

Gimbe. Download Rapporto integrale

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Redazione Fedaiisf

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