Farmindustria, costi standard ancora lontani. Taglio Novartis è segnale di difficoltà del settore

Farmindustria, costi standard ancora lontani. Taglio Novartis è segnale di difficoltà del settore

I costi standard in sanità sono ancora lontani dalla piena realizzazione. Questo il monito lanciato dal presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervenuto a un convegno. «Di costo standard al momento nella sanità ne esiste uno solo, ed è quello del quello del farmaco perché prevede a livello centrale una negoziazione dei prezzi, che fissa il costo per tutto il territorio nazionale. Per il resto, la riforma è solo stata annunciata. Una riforma, che quando sarà a regime, sarà in grado di far recuperare efficienza e valore». Il presidente di Farmindustria interviene anche sull’annuncio della Novartis di tagliare 2 mila posti in Europa e negli Usa e di chiudere alcuni impianti, di cui uno in Italia: «Cercheremo di capire le motivazioni alla base del ridimensionamento, ma di sicuro le manovre economiche non hanno aiutato, perché sono andate a colpire l’innovazione in un già in difficoltà. Non si tratta di un bel segnale e alla fine a pagare saranno i lavoratori».

DoctorNews – 26 ottobre 2011

 

Farmindustria, taglio Novartis è segnale di difficoltà del settore

Cercheremo di capire le motivazioni alla base del ridimensionamento annunciato dalla Novartis, che coinvolgerà un impianto italiano, ma certamente le manovre economiche non hanno aiutato perché sono andate a colpire l’innovazione. Questo il commento del presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, a margine di un convegno, alla dichiarazione della multinazionale farmaceutica di tagliare 2 mila posti in Europa e negli Usa e di voler chiudere alcuni impianti. «Il ridimensionamento» spiega Scaccabarozzi «è probabilmente dovuto al fatto che il settore farmaceutico del nostro Paese è in difficoltà. Non si tratta di un bel segnale e alla fine a pagare saranno i lavoratori. Ma d’altra parte, abbiamo un tetto ospedaliero nominale, che non è un tetto reale». «Senza togliere alcuna responsabilità a chi chiude un sito di produzione per mero interesse contabile» interviene Ignazio Marino, senatore, «è chiaro che c’è anche una responsabilità del Governo e della nostra classe dirigente, perché se il Paese all’esterno appare instabile, chi fa l’amministratore delegato di una multinazionale globale non ci mette molto a spostare la bandierina in Corea».

Farmacista33 – 26 ottobre 2011

Novartis taglia 2000 posti di lavoro nel mondo

In Italia cedute operazioni Chemical sito Torre Annunziata

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