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MEDICI DENUNCIATI: IL NAS CERCA I COMPLICI

CAGLIARI. I carabinieri del Nas seguono la pista tracciata dai farmaci per arrivare ai possibili fornitori dei dieci medici della casa di cura Villa Santa Rita, denunciati per ricettazione e somministrazione di medicinali scaduti dopo un’ispezione. Intanto il direttore generale del San Giovanni di Dio Ninni Murru sta studiando gli elementi emersi a carico del primario di oculistica Maurizio Fossarello, che la prossima settimana potrebbe essere sospeso dal servizio.
Per Fossarello è scattata anche la segnalazione alla Procura per il reato di truffa ai danni del servizio sanitario pubblico insieme al direttore sanitario della clinica, Francesco Sias: fra i medici impegnati alla Santa Rita è il solo ad aver infranto il rapporto di esclusiva con l’Università ed è anche per questo che rischia la sospensione. Ma l’indagine è tutt’altro che conclusa: i militari, al comando del capitano Giovanni De Iorgi, stanno lavorando sulla banca dati dell’Aifa (agenzia nazionale del farmaco) per ricostruire il percorso dei farmaci ‘ad uso esclusivo ospedaliero’ trovati al Santa Rita, Sias e gli altri medici sentiti dai carabinieri si sono rifiutati di fornire qualsiasi spiegazione. La tracciatura ufficiale consente di stabilire l’origine delle confezioni, numerate una per una, dalla casa produttrice fino al deposito di zona. Ma dal deposito in poi è impossibile sapere che direzione hanno preso. Le ipotesi in piedi restano dunque due: la prima è che i medici, probabilmente solo alcuni dei denunciati, abbiano sottratto i farmaci dagli ospedali in cui lavorano per utilizzarli abusivamente alla clinica Santa Rita. L’altra ipotesi è che sia stato un deposito a fornirli, forse a venderli, violando l’obbligo di destinarli esclusivamente ad ospedali pubblici. Una cosa è certa: i carabinieri del Nas non hanno trovato nei documenti contabili della casa di cura di via Mates 50 alcuna fattura, niente che dimostri un qualche acquisto dei farmaci trovati dal Nas. Questo sembra dimostrare che non solo sono arrivati per canali illegali perchè non potevano essere utilizzati da una struttura di cura privata, ma anche che nessuno li ha pagati. E considerato che un qualsiasi titolare di deposito non avrebbe interesse a regalare farmaci l’ipotesi più plausibile è che siano stati trafugati dagli ospedali, esattamente come sostengono i carabinieri nella segnalazione trasmessa alle autorità e firmata dal comandante provinciale Loris Anchesi. Dove la lista è capeggiata da Francesco Sias, direttore sanitario e amministratore della casa di cura. Quindi responsabile degli acquisti, delle forniture, di qualsiasi attività commerciale legata ai servizi offerti dalla Santa Rita. I Nas lo accusano anche di ricettazione, come dire che la provenienza dei farmaci usati sui pazienti della casa di cura viene ritenuta in ogni caso illecita. Non necessariamente il provento di un furto, ma comunque al di fuori dai canali legali. Ma per i medici che lavorano nel servizio pubblico, se davvero hanno sottratto medicinali dagli ospedali, potrebbe scattare l’accusa di peculato.
Sarò il seguito dell’inchiesta, finita nelle mani del sostituto procuratore Danilo Tronci, a stabilire se tutti i dieci medici segnalati dal Nas hanno responsabilità dirette in questa vicenda o no. Soprattutto i carabinieri cercheranno di scoprire se attorno a questo traffico di farmaci possano comparire altri personaggi legati al mondo della sanità pubblica e privata.
Con Sias e Fossarello i medici coinvolti finora nell’indagine del Nas sono l’anestesista Salvatore Farci (53 anni), gli oculisti Vittorio Murtas (53) e Massimo D’Atri (58), il medico Maria Teresa Ogno (51), il chirurgo dell’apparato digerente Riccardo Loi (46), il chirurgo estetico Ettore Casale (43), il medico Maristella Guerra (40) e il chirurgo estetico Piergiuseppe Migliorini (63) di Civitella Val di Ch

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