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Milillo (Fimmg): aggregazioni dei medici, rivoluzione mancata

E’ rimasta finora al palo la riorganizzazione delle Cure primarie che avrebbe dovuto far nascere in tutto il Paese 2.500-3.000 Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali della medicina di famiglia. Una «rivoluzione mancata» che «sta costando miliardi alla sanità pubblica», perché dove le Aft sono presenti gli accessi ai pronto soccorso calano e i ricoveri impropri si riducono.

La denuncia arriva da Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, da lunedì raccolta a Cagliari per il suo 71° Congresso nazionale. «A parte la Toscana dove sono già realtà» spiega Milillo all’Ansa «le Aft si sono viste finora in modo soltanto sporadico. Eppure dove funzionano, come nell’Azienda Sanitaria di Arezzo, garantiscono un’assistenza qualitativamente migliore e bilanci in pareggio: tutto documentato dai resoconti».

A frenarne lo sviluppo, continua Milillo, è il mancato rinnovo della convenzione dei medici di famiglia, «essenziale» perché fissa le regole delle Aggregazioni. «I bisogni di salute» continua «rende obsoleta la vecchia figura del medico che lavora in singolo: i generalisti, oggi, devono operare in relazione con altri specialisti e con i servizi di assistenza». Proprio quello che prevedeva la legge Balduzzi, «rimasta però disattesa». Ed ecco così il decreto sugli esami inutili, un provvedimento «che dietro alla maschera dell’appropriatezza vuole solo subordinare le scelte dei medici a priorità economiche anziché clinico-assistenziali». Di qui l’appello di Milillo al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «Si torni indietro prima che al rapporto medico-paziente siano inferti danni irrimediabili».

07/10/2015 – Federfarma

Redazione Fedaiisf

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