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Ministero della Salute. Avvertenze per gli integratori con curcuma. Sconsigliati in caso di alterazioni della funzione epatica

Il Ministero della Salute comunica la modifica al decreto del 10 agosto 2018 sull’impiego di sostanze e preparati vegetali negli integratori alimentari, con cui si introduce un’avvertenza supplementare per l’etichettatura degli integratori contenenti ingredienti derivati da Curcuma longa e spp

Il gruppo interdisciplinare di esperti appositamente istituito, alla luce del persistere di casi di epatotossicità, ha ritenuto necessario ampliare l’avvertenza specifica inserita nel 2019 per gli integratori contenenti estratti e preparati di Curcuma longa e spp a tutela dei consumatori.

Il decreto del 28 luglio 2022 prevede l’introduzione della seguente avvertenza supplementare per l’etichettatura degli integratori contenenti ingredienti derivati da Curcuma longa e spp:

AVVERTENZA IMPORTANTE In caso di alterazioni della funzione epatica, biliare o di calcolosi delle vie biliari, l’uso del prodotto è sconsigliato. Non usare in gravidanza e allattamento. Non utilizzare per periodi prolungati senza consultare il medico. Se si stanno assumendo farmaci, è opportuno sentire il parere del medico.”

Inoltre, il citato decreto elimina dalle linee guida ministeriali gli effetti fisiologici previsti precedentemente per la Curcuma longa e spp, che, pertanto, non potranno essere più utilizzati.

Gli operatori del settore alimentare sono tenuti a conformare l’etichetta degli integratori alimentari contenenti estratti e preparati di Curcuma longa e spp entro e non oltre il 31 dicembre 2022.

MdS – 3 agosto 2022

Il Comunicato de Ministero della Salute


Note

Curcuma longa L. è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, ampiamente diffusa nell’Asia meridionale, in particolare nella regione indiana, per questo motivo è conosciuta anche come zafferano delle Indie. Questa pianta perenne raggiunge l’altezza di circa un metro, presenta foglie lunghe e una tipica infiorescenza a forma di spiga; possiede inoltre un frutto costituito da una capsula suddivisa in tre logge.

La droga è rappresentata dal rizoma tuberizzato, privato delle radici e portato a essiccazione; attraverso procedure di pulitura e di lavorazione della droga si ottiene una polvere dal tipico colore giallo-arancio, odore aromatico e sapore amaro. Questo preparato ha trovato largo uso sia in campo culinario, per esempio nella preparazione del curry, ma anche come colorante tessile e alimentare, infatti l’estratto di Curcuma longa risulta il primo tra gli additivi alimentari codificati dall’Unione europea (E100).

Le diverse attività biologiche della curcuma sono riconducibili ai componenti dell’olio essenziale e ai curcuminoidi. Questi ultimi, tuttavia, sono caratterizzati da un basso assorbimento a livello intestinale.

La curcuma è una droga dalle grandi potenzialità, come evidenziano i numerosi studi clinici presenti in letteratura. La principale azione della curcumina è quella di limitare la produzione di radicali liberi da stress ossidativo, indotto da cause diverse

Le sue proprietà inoltre la rendono un interessante antinfiammatorio, la cui attività rimane tuttavia limitata dalle difficoltà di assorbimento. Sono stati fatti molti sforzi per migliorare la biodisponibilità del principio attivo, per questo motivo è importante confermare le attività di queste nuove formulazioni con ulteriori studi clinici di qualità.

Tra le proprietà maggiormente riscontrate troviamo benefici nel campo dell’artrite, delle sindromi metaboliche, effetto coleretico, ecc., mentre molto promettenti sono anche i dati a livello delle patologie infiammatorie cutanee.

È in corso all’Istituto Mario Negri uno studio per valutare i suoi benefici antinfiammatori

 

Redazione Fedaiisf

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