Rivoluzione silenziosa in GSK, il nuovo CEO rimpiazza il 40 per cento del management

Rivoluzione silenziosa in GSK, il nuovo CEO rimpiazza il 40 per cento del management

Emma Walmsley, nuovo CEO di GlaxoSmithKline, in pochi mesi ha sostituito ben 50 top manager, il 40% dei più alti dirigenti di GSK, con una revisione che ha interessato tutti i settori dell’azienda, dall’area consumer care all’oncologia, attraverso promozioni e assunzioni che all’esterno dell’azienda, come comunicato da un portavoce di GSK.

PHARMASTAR – Venerdì 12 gennaio 2018 – Davide Cavaleri

Emma Walmsley, CEO di GlaxoSmithKline, la più grande compagnia farmaceutica del Regno Unito, ha di recente conquistato gli onori della cronaca con alcuni cambiamenti ai vertici aziendali decisi da quando ne ha assunto la guida,  lo scorso marzo. Ha portato via alla rivale AstraZeneca Luke Miels un manager di talento per metterlo a dirigere il settore farmaceutico e ha nominato Chief Scientific Officier Hal Barron, uno dei manager più noti nel mondo oncologico, un veterano di Genentech e Calico.

In realtà l’opera di rinnovamento delle posizione direttive è stata molto più radicale. Walmsley ha sostituito ben 50 top manager, il 40% dei più alti dirigenti di GSK, con una revisione che ha interessato tutti i settori dell’azienda, dall’area consumer care all’oncologia, attraverso promozioni interne e assunzioni dall’esterno dell’azienda, come comunicato da un portavoce di GSK.

La top manager è riuscita ad attrarre dirigenti da alcune delle migliori compagnie al mondo, tra cui Google, Novartis e Teva. «Al di là dell’operatività a breve termine, i nostri sforzi saranno tutti concentrati sulla ricerca e sviluppo e sulla preparazione della prossima ondata di crescita prevista a partire dal 2020 », ha affermato la Walmsley durante un’intervista alla CNBC, e pochi giorni orsono alla J.P. Morgan Healthcare Conference di San Francisco.

Oltre all’assunzione di Miels e Barron, GSK ha ingaggiato due veterani di Novartis: Tobias Hestler è infatti stato nominato direttore finanziario dell’unità consumer care, mentre Christine Roth ha rilevato il business dell’oncologia. Lisa Martin ha lasciato Teva per diventare il principale responsabile degli appalti di GSK e Tony Wood ha abbandonato Pfizer per entrare a far parte del team di ricerca e sviluppo dell’azienda, come riporta il portavoce.

Ricerca focalizzata in sole quattro aree
Roth sta ora supportando la ricerca di GSK sui farmaci antitumorali in stadio precoce di sviluppo, da prendere in licenza o da acquisire, per sostenere la pipeline oncologica. Questa ricerca è parte di un’importante revisione della ricerca e sviluppo annunciata dalla compagnia farmaceutica lo scorso luglio. È stato allora che la Walmsley ha bocciato 30 programmi in corso per lo sviluppo di nuovi farmaci e ha promesso di investire l’80% dei fondi di ricerca di GSK in quattro aree terapeutiche: malattie respiratorie, malattie infettive, cancro e malattie infiammatorie.

Il piano è stato varato dopo anni di performance deludenti della divisione farmaceutica della compagnia, che ha indotto i maggiori investitori a fare pressioni sul consiglio di amministrazione della società per dividere l’azienda in più parti (e aumentarne così il valore). Da quando Walmsley è subentrata la scorsa primavera le azioni di GSK sono calate di quasi il 9%, segno che il mercato sta aspettando dei segnali forti di cambiamento.

GSK ha anche assunto Karenann Terrell, ex direttore informatico di Walmart, per la nuova posizione di direttore del “digital business”, con l’incarico di sfruttare i dati e il digitale per accelerare lo sviluppo dei farmaci. A cui si è aggiunto, nel medesimo ruolo per l’unità consumer health, Marc Speichert, ex Google.

In vista acquisizione degli OTC di Pfizer?
Durante l’intervista alla CNBC, alla Walmsley è stato chiesto se GSK potesse prendere in considerazione l’ipotesi di aumentare ulteriormente l’unità consumer health, acquisendo l’attività OTC di Pfizer che è stata messa in vendita lo scorso ottobre. Si tratterebbe di un affare da circa $15 miliardi.

«Siamo uno dei leader mondiali nel settore della salute per i consumatori. Abbiamo una storia di successi nell’integrazione dei business, quindi da noi ti aspetteresti di prendere in considerazione questa opzione. Ma, francamente, non abbiamo bisogno di fare questo accordo», ha risposto la manager. «Di sicuro non pagheremo più del dovuto. E nulla interferirà con la nostra priorità numero uno, cioè il nostro business farmaceutico, dato che siamo assolutamente concentrati sulla costruzione della pipeline per la prossima ondata di crescita».

La revisione della gestione, ha detto alla CNBC, è stata un elemento chiave di questo progetto. «Sono davvero entusiasta dal mettere insieme questo “dream team”».

Una revisione annunciata
Nel mese di luglio, durante la sua prima presentazione agli investitori da quando ha preso la guida dell’azienda, accanto alla presentazione delle buone performance di vendita, Walmsley aveva anche riconosciuto il deciso rallentamento delle vendite del farmaco respiratorio più venduto Advair, diminuito del 14% a £ 848 mil nel secondo trimestre del 2017, e di aspettarsi entro il 2020 il lancio di almeno un generico di questo farmaco.

Aveva anche annunciato che, oltre alla dismissione dei 30 programmi di ricerca e sviluppo, GSK avrebbe semplificato ulteriormente la produzione, dismettendo 130 prodotti che realizzano meno di 500 milioni di sterline all’anno e risparmiato sulla catena di approvvigionamento. Questo per ottenere altri £1 mld all’anno entro il 2020, allo scopo di finanziare nuovi progetti di ricerca e ampliare la capacità produttiva dell’unità dei vaccini.

Walmsley aveva dichiarato di aspettarsi nel tempo di ridurre i marchi farmaceutici del 22% e ridimensionare di conseguenza la rete di centri produttivi.
Per cambiare rotta, aveva anche annunciato che la società avrebbe cercato di portare nuovi talenti prendendoli dall’esterno dell’azienda e che i dipendenti avrebbero avuto nuove aspettative, tra cui «il coraggio di prendere decisioni», ma che sarebbero stati anche premiati con un nuovo piano di incentivi da varare nel 2018.

Il piano di rinnovamento del management è stato portato avanti con grande energia. Vedremo ora se la pipeline e la gestione del business farmaceutico ne risentiranno positivamente.

Notizie correlate: Emma Walmsley è il nuovo Amministratore Delegato di GSK

Note: Il nuovo CEO Emma Walmsley è entrata in GSK nel 2010 come capo della divisione Consumer Products dopo una lunga carriera in l’Oreal. Il predecessore, Sir Andrew Witty, guadagnava nel 2015 GBP1.1m di salario base a cui si sono aggiunti GBP5.5m di bonus. Pare che il nuovo CEO avrà invece un salario base di 850000 sterline e avrà un bonus significativamente inferiore a quello del predecessore. Tra le sfide che attendono Emma Walmsley, vi é sicuramente la decisione se mantenere la struttura corporate del gruppo (difesa da Witty) o se cedere alla pressione di molti investitori che chiedono la divisione di GSK in unità indipendenti per poi quotarle in borsa. Emma Walmsley è probabilmente la più potente business woman del Regno Unito ed è uno dei rarissimi casi, assieme a Heather Bresch (Mylan), di CEO donna nel big pharma (Mylan).
(Fonte SkyNews)

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