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Da Fnomceo appello a partecipare a protesta del 27. Presente con uno striscione

Con uno striscione che riporta i principi di «indipendenza, autonomia e responsabilità», valori capaci di «saldare l’etica medica a quella civile, ma oggi fortemente messi in discussione». Così la Fnomceo sarà presente alla manifestazione del 27 ottobre indetta a Roma dalle rappresentanze sindacali. Lo annuncia in una lettera aperta, a firma del comitato centrale, inviata a tutti i medici, in cui invita anche i presidenti di Ordine, i consigli direttivi provinciali e gli iscritti a «partecipare di persona». Una partecipazione necessaria «per garantire ai cittadini il diritto alla cura e ai medici il diritto-dovere di curare equo;, «nella prospettiva di sostenere una piattaforma per i necessari cambiamenti», ma soprattutto perché «la professione si trova dinanzi a scelte cruciali e difficili e l’unica cosa che non può permettersi è quella di non scegliere». Il contesto è quello noto di una sanità pubblica a cui è stato chiesto moltissimo, con una «riduzione complessiva di finanziamenti pari a circa 21 miliardi di euro e ulteriori 1,6 di tagli nel biennio 2013/14 previsti dai primi annunci della legge di Stabilità». Non solo: «I medici – circa 235mila – che operano nel Servizio sanitario nazionale sono stati chiamati a un contributo non indifferente con il blocco dei contratti, delle convenzioni e delle retribuzioni – al momento fino al 2014 -, con prelievi aggiuntivi a quelli Irpef, su scaglioni di reddito superiore ai 90mila euro lordi, con blocchi e tagli alle dinamiche di sviluppo professionale e di carriera, con forti limitazioni al turn over, con il dilagare della precarizzazione dei rapporti di lavoro (stimati al 7-8% della sola dirigenza medica)». In «questa deriva», continua la Fnomceo di Amedeo Bianco (foto), è fondamentale «domandarci che cosa poter fare», perché «anche in futuro non sarà possibile mantenere un sistema di tutela della salute equo, universalistico, solidale e di qualità, se la nostra professione viene sconfitta nei suoi valori etici e civili sanciti dalla deontologia, non sufficientemente attrezzata sul piano dei saperi e delle competenze, marginalizzata nelle catene decisionali delle organizzazioni sanitarie, lasciata sola a reggere la forbice tra ciò che per la medicina e la sanità è possibile e quanto, invece, non lo è».

16 ottobre 2012 – DoctorNews

 

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