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Bologna. Prof. Viale: le priorità di vaccinazione anche all’ISF perché concorre al concetto di ospedale “Covid free”

E' vero che l’anestesista che intuba il paziente deve avere priorità, ma anche il personale amministrativo, quello di supporto, quello tecnico o un informatore scientifico concorrono al concetto di ospedale “Covid free”

Osservatorio vaccini: “Ecco come funzionano, fermiamo le fake news”

Il professor Pierluigi Viale, capo degli infettivologi del policlinico Sant’Orsola: “Sono sicurissimi, frutto di una tecnologia straordinaria. Non ci sono dentro cose strane. E il Dna non c’entra nulla.

“I vaccini che abbiamo a disposizione in questo momento sono sicurissimi. Il rischio che possano indurre la malattia da Covid è zero: è più probabile che un marziano bussi alla porta”, dice il professor Pierluigi Viale, direttore delle Malattie infettive del Policlinico Sant’Orsola. In Emilia-Romagna si sono superati i 100 mila vaccinati: “Si sta andando molto bene ma è doveroso alzare il livello di conoscenza, anche se l’adesione finora è stata alta. Il grande numero di personale non sanitario? Nulla di scandaloso: è vero che l’anestesista che intuba il paziente deve avere priorità, ma anche il personale amministrativo, quello di supporto, quello tecnico o un informatore scientifico concorrono al concetto di ospedale “Covid free””.

Com’è fatto il vaccino?

“Iniziamo dai vaccini a “Rna messaggero” in uso ora. Funzionano così: si prende il virus e si isola una parte di Rna virale che codifica solo per la proteina “Spike”, quella con cui il virus si aggancia alle cellule umane. Bene, questo pezzettino di Rna viene inserito in una nanomolecola lipidica che poi sarà iniettata nelle persone. Quando la nanomolecola va da una cellula, nella cellula entra il pezzo di Rna virale ed i ribosomi citoplasmatici cominciano a produrre proteina Spike in serie, tantissimi esemplari dello stesso “pezzo” di virus, non quello completo. Ciò induce la produzione di anticorpi anti-Spike nel vaccinato. Se un soggetto, dopo il vaccino, verrà a contatto col coronavirus, il sistema immunitario riconoscerà la proteina Spike e lancerà contro il virus una moltitudine di tali anticorpi che neutralizzeranno il virus”.

(… continua su La Repubblica Bologna del 15 gennaio 2021)

Redazione Fedaiisf

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